Sicurezza
Acqua senza amianto ecco i risultati delle analisi
Sono state commissionate a un laboratorio specializzato in Emilia Romagna I controlli sono stati fatti in particolare nelle zone con i tubi in fibro-cemento
EMPOLI. Buone notizie per quanto riguarda la qualità dell'acqua nell'Empolese Valdelsa: da una serie di analisi commissionate da Acque spa ad un laboratorio specializzato in Emilia Romagna, è emerso che non ci sono particolari criticità per la presenza di fibre d'amianto nell'acqua che esce dai rubinetti di quest'area. A breve dovrebbe arrivare l'ufficialità ma le rassicurazioni sono più che confortanti, specie considerando che l'11% della rete idrica locale è fatta di tubazioni in fibrocemento (146 km su 1325 totali). L'acqua è stata prelevata nelle zone considerate più a rischio, cioè dove c'è più amianto nelle condutture e l'acqua è maggiormente "aggressiva". Quando l'acqua è aggressiva tende infatti a "fessurizzare" le tubazioni e questo può facilitare la dispersione di fibre di amianto nell'acqua, perché la tubatura perde solidità strutturale e sfaldandosi può rilasciare filamenti. Le acque "aggressive" sono anche meno incrostanti, cioè non creano uno strato di calcare tra il tubo di cemento-amianto e l'acqua e così facendo non agevolano la formazione di uno strato protettivo di calcare tra la tubazione e l'acqua corrente.
Le zone peggiori - almeno per quanto riguarda la presenza di tubazioni di quel tipo - risultano essere Empoli, Montelupo, Fucecchio e Gambassi mentre un Comune come Montaione non ha nemmeno un metro di tubature realizzate in fibrocemento. La stragrande maggioranza della rete locale è nelle mani di Acque Spa, con piccoli "spazi" gestiti da Publiacqua. La mappatura delle tubature in amianto è stata portata a termine a fine anno dall'autorità idrica toscana, che ha snocciolato i dati per ogni Comune toscano. Non è ancora chiaro in assoluto a livello scientifico se l'ingerimento di fibre d'amianto sia dannoso quanto respirarlo. Però il consumo di acqua potabile riguarda tutte le fasce della popolazione, quindi studi in materia sono quantomeno dovuti e la comunità scientifica internazionale ne sta discutendo con opinioni a volte discordanti, tra "allarmisti" e chi rassicura sull'assenza di pericoli.
Il fibrocemento è composto per un 80-90% da cemento e per un 10-20% di amianto ed è bandito in Italia dal 1992. Rimane difficile e complicato da maneggiare quando viene sostituito con nuovi materiali per le tubazioni, in quanto servono particolari misure di sicurezza. A fine 2014 si sono svolti alcuni incontri in Regione per sviluppare il programma di attività sulla questione. La stessa Organizzazione mondiale della Sanità non ha ritenuto necessario prevedere linee guida per la presenza di fibre d'amianto nell'acqua potabile. A tale parere si è accodato anche l'Istituto Superiore di Sanità, aggiungendo che - man mano che si sostituiscono tali manufatti - lo si faccia con materiali privi di amianto. Lo stesso assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini aveva dichiarato in consiglio regionale che «le fibre di amianto nei condotti dell'acqua risultano assenti in quasi la totalità delle analisi effettuate, secondo una prima campagna di indagini e campionamenti realizzate dai gestori del servizio idrico integrato». In ogni caso se nell'acqua stessa la quantità di fibre d'amianto è trascurabile questo può far tirare un sospiro di sollievo alla popolazione dell'Empolese Valdelsa, che conta 170.000 persone su undici Comuni.
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