Il dolore
Fucecchio resta divisa sul “porta a porta”
Il consiglio comunale aperto fra gli attacchi di Senso Civico e la difesa di Regione e Publiambiente
FUCECCHIO. Piena ma non gremita la sala del consiglio comunale aperto che Fucecchio ha dedicato al tema di rifiuti, forse anche per l'orario un po' insolito dell'adunanza (dalle 17 in poi). Presente anche l'assessore regionale all'ambiente, Anna Rita Bramerini, oltre al presidente di Publiambiente, Paolo Regini e alle istituzioni politiche, in primis il sindaco Alessio Spinelli. E c'erano anche quelli del comitato "Senso Civico", comitato che hanno raccolto circa 450 firme sul territorio comunale contro l'attuale sistema porta a porta.
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Le critiche. E che ha subito detto la sua. «Ci sono molte criticità – ha spiegato Stefano Cartocci, coordinatore di Sc – sia dal punto di vista economico che del decoro urbano: le bollette non sono diminuite, specie per le attività commerciali. Oltretutto a differenziare sono gli utenti, che però non sono agevolati. Per questo qualcuno, quando non sa come smaltire, finisce per scaricare nei boschi. Coi cassonetti non succederebbe. Siamo felici di aver sollevato il problema». Dalla platea c'è stato sia assenso che qualche mugugno. Sullo stessa lunghezza d'onda Marco Simoncini. «Il porta a porta non è l'acqua santa e i cassonetti non sono il diavolo. Si parla della differenziata come sistema migliore per gestire i rifiuti, ma va detto che è stato l'unico che è stato proposto alla popolazione. Se si fosse puntato sui cassonetti a tempo debito non saremmo stati obbligati».
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La parola alle istituzioni. Significativa è stata la presenza dell'assessore regionale Bramerini. «Di solito i cittadini si lamentano perché la differenziata non si fa, non perché si fa. A livello regionale dobbiamo ridurre la dipendenza dalle discariche. Oggi è del 42%, entro il 2020 bisogna arrivare al 10%, come le zone più evolute d'Europa». I dati a livello locale li ha snocciolati il presidente di Publiambiente, Paolo Regini. «Perché siamo arrivati al porta a porta? Innanzitutto in quanto a livello normativo le direttive europee ci imponevano di arrivare ad un certo livello di differenziata. E poi non avevamo più impianti dove scaricare i rifiuti e la discarica di Montespertoli rischiava di chiudere nel 2012. Con la nostra scelta la discarica durerà fino al 2017. Prima ogni cittadino produceva più di 600 chilogrammi l'anno di indifferenziato, ora 65 e l'aumento delle tariffe è dovuto in gran parte ai continui cambiamenti sulla normativa nazionale. Siamo aperti a discutere delle criticità ma bisogna sapere di cosa si parla». Qualche contestazione dalla platea è stata mossa sia a Bramerini che a Regini ma l'atmosfera si è scaldata soltanto alla fine quando Cartocci ha contestato i dati forniti dai funzionari di Publiambiente. L'assemblea si è poi conclusa con l'intervento finale del sindaco Spinelli, che ha definito "zecche" coloro che abbandonano i rifiuti e ha chiesto la collaborazione dei cittadini per fermare questo fenomeno.
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