Il Tirreno

Empoli

Caso Thilgon, colletta tra gli abbonati per l'azione legale

Chiara Capezzuoli
Alcuni abbonati presenti alla riunione al circolo delle Cascine (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Alcuni abbonati presenti alla riunione al circolo delle Cascine (Foto Agenzia Carlo Sestini)

A pochi giorni dalla scadenza dell'ultimatum lanciato alla palestra di Vinci (che è ancora chiusa), nasce un comitato con decine di adesioni: "Pronti alla querela"

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EMPOLI. Continua la rabbia ed il dissenso nei confronti della palestra Thilgon di Vinci da parte degli abbonati i quali, non potendo ancora usufruire del servizio per cui hanno pagato, si sono riuniti in una nuova assemblea presso il circolo Le Cascine di Empoli il 12 febbraio. A tenere banco durante l’incontro sono stati gli avvocati Valentina Bertini e Francesco Marzocchini i quali hanno illustrato agli abbonati la situazione attuale e le successive mosse per la loro tutela.

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«È il 12 febbraio e invece di ritrovarci in palestra come dovrebbe essere ci siamo ritrovati al circolo delle Cascine visto che la Thilgon è ancora chiusa - commenta l’avvocato Valentina Bertini - pertanto la proposta che io e il mio collega vi facciamo è quella di istituire un Comitato di tutela per gli abbonati Thilgon».

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Gli abbonati riuniti hanno acconsentito alla creazione del Comitato (sono stati richiesti solo 10 euro per l’adesione i quali contribuiranno alle spese burocratiche) tanto è lo sdegno per la situazione. Infatti sentendo parlare tra di loro i malcapitati abbonati, la cosa che più preme non è tanto quella di riavere in tasca i soldi da loro versati per gli abbonamenti quanto che la vicenda non abbiamo modo di ripetersi in futuro né qui né altrove. La Thilgon, che aveva annunciato la riapertura nella settimana dal 9 al 16 febbraio, ma ad oggi è ancora chiusa. Il caso ha coinvolto circa un migliaio di persone che hanno regolarmente pagato un abbonamento ma che hanno potuto usufruire del servizio per solamente un mese, a cavallo tra novembre e dicembre, per poi non riaprire dopo le festività natalizie. 

«La possibilità - ha spiegato l’avvocato Francesco Marzocchini - di riavere indietro i vostri soldi mi sembra poco probabile ma la nostra azione sarà mirata a servirà anche come esempio, affinché queste cose non accadano più». Il comitato chiederà anche il sequestro cautelare patrimoniale dei beni materiali dell’azienda. Per i molti rimasti scottati e delusi dal caso Thilgon, insomma, non resta che attendere il giorno fatale: visto che ormai il Comitato e i suo legali hanno già delineato la strada da percorrere ai fini della tutela degli abbonati, il 16 febbraio, si arriverà o alla nuova apertura tanto attesa della palestra di via Leonardo da Vinci oppure verrà dato il via alla querela.

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