Gioco
Empoli piange il re dei piumini: è morto Piero Salvadori
Con il suo ingresso in società la Salco aveva conquistato i mercati internazionali. Aveva sessant'anni, i funerali in Collegiata
EMPOLI. Ha lottato per un anno contro una terribile malattia. Che però non gli ha dato scampo. Piero Salvadori è morto giovedì 12 febbraio, nella sua Empoli. Grande appassionato di sport e tifoso azzurro, il suo nome era legato a doppio filo al mondo della moda, come presidente del consiglio di amministrazione della Salco di via Carducci, uno dei marchi storici dell'abbigliamento, capace di conquistare i mercati internazionali con piumini e capispalla da donna. Un'azienda fondata nel 1951 dal padre di Piero, Ricciotti (che per anni ha fatto parte del cda dell'Empoli Fc), prima a Chiesina Uzzanese e poi trasferita a Empoli, all’epoca “patria” dell’impermeabile italiano.
Nei primi anni di attività la Salco si era contraddistinta nella produzione di impermeabili maschili, raggiungendo un’importante posizione nel mercato italiano. Tutte le fasi della produzione – dalla modellistica al taglio, dalle catene di cucito allo stiro – avvenivano totalmente all’interno dell’azienda, con tessuti provenienti dal distretto di Como. I modelli proposti erano inizalmente due: l’impermeabile monopetto e il trench doppiopetto, nelle versioni estiva e invernale.
Negli anni Settanta l’azienda conosce il suo momento di massimo fulgore: i dipendenti sono circa 300, il fatturato raggiunge i 10 miliardi e i modelli proposti sono diventati una quindicina. Salco comincia inoltre a produrre anche modelli da donna. Il successo raggiunto è testimoniato dalla sponsorizzazione della nazionale italiana di calcio durante i Mondiali di calcio del 1974 in Germania, alla quale Salco fornisce gli impermeabili per tutto il team guidato da Ferruccio Valcareggi.
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Gli anni Ottanta vedono l’ingresso in azienda di Piero e la Salco comincia ad avvalersi della collaborazione di stilisti esterni, avvia la produzione di piumini – che diventeranno il core business dell’azienda – e dalla fine del decennio trasforma progressivamente il suo prodotto, concentrandosi sulla produzione di capispalla donna. Negli anni successivi l'azienda inizia la conquista del mercato internazionale, con le prime esportazioni in Giappone (poi anche in Cina) e, soprattutto con i piumini, nel mercato russo. La Salco oggi ha anche uno showroom in via Montenapoleone a Milano.
E proprio il Giappone era stata l'ultima meta dei viaggi di lavoro di Piero, un anno fa, quando avevano cominciato a manifestarsi i primi sintomi della malattia che, nel giro di un anno, se l'è portato via. Piero è morto nella sua abitazione di via Bisarnella. Piero lascia la moglie Roberta Lippi e la figlia Valentina, responsabile marchio e comunicazione della Salco. Il funerale si terrà venerdì 13 febbraio, alle ore 15, nella Collegiata di Empoli.
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