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Empoli

È caccia al rapinatore seriale

È caccia al rapinatore seriale

Colpi nei supermercati di Montelupo e Cerreto: dinamica e identikit molto simili

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CERRETO GUIDI. Stesso orario. Pistola in pugno, volto parzialmente travisato. Poche parole, sufficienti però a capire che si tratta di un italiano. Piuttosto giovane, almeno secondo le testimonianze (piuttosto sommarie, vista anche la rapidità di azione). Nel mirino due supermercati, situati lungo strade che garantiscono facili vie di fuga. Sono tutti elementi che portano a pensare che le due rapine messe a segno nel giro di sei giorni siano opera della stessa persona. Che, probabilmente, ha agito con un complice, un “palo” che lo attende in auto, anche se nessuno - almeno secondo quanto è trapelato finora - è riuscito a vederlo.

Il primo episodio risale allo scorso 4 febbraio al discount Dipiù di Fibbiana.

Il bandito andò dritto verso la cassa dove prestava servizio una ragazza di 21 anni, montelupina. L'uomo, con il volto travisato, fece un cenno con gli occhi, verso la mano che impugnava la pistola e a voce alta e decisa le disse: "Apri quel cassetto".

E così la ragazza fece consegnandoli oltre mille euro. Un cliente provò anche a seguirlo. Ma, senza successo.

Martedì scorso il bis. Stavolta alla Conad di Pieve a Ripoli, sempre all’orario di chiusura, intorno alle 20.10. Il rapinatore ha puntato l’arma contro una cassiera che stava chiudendo i conti della serata. «Dammi tutto, dammi tutto», le ha detto in maniera agitata e le ha fatto svuotare tre cassette per un totale di circa quattromila euro. All’interno del supermercato c’erano ancora altre colleghe della donna e pochi clienti. Il bandito ha messo i soldi in una busta e se ne è andato velocemente.

I testimoni sono stati sentiti più volte dai carabinieri, che stanno cercando di realizzare l’identikit del bandito, anche sulla base delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza anche delle attività commerciali che si trovano nelle vicinanze dei supermercati finiti nel mirino. L’ipotesi più probabile - come detto - è che si tratti della stessa persona, anche se - almeno per il momento - non viene esclusa l’ipotesi che i due colpi siano stati messi a segno da due diversi malviventi.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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