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Protesta per l’Imu agricola: «Non la pagheremo»

Marco Sabia
Agricoltori e sindaci in Comune a Empoli
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Agricoltori e sindaci in Comune a Empoli

I rappresentanti delle associazioni hanno incontrato i sindaci e il prefetto. «Ci faremo sentire, questi provvedimenti del governo sparano nel mucchio»

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EMPOLI. Subito dopo la scadenza per il pagamento dell'Imu agricola, gli agricoltori, riuniti sotto la sigla di Agrinsieme, hanno protestato contro questo ulteriore balzello fiscale piovuto nel territorio. E hanno avuto un incontro con il delegato all'agricoltura dell'Unione Giulio Mangani. Ovviamente l'umore dei coltivatori non era dei migliori, per usare un eufemismo. E non hanno mancato di farlo capire ai rappresentanti delle istituzioni, i quali hanno precisato che almeno per il prossimo anno sperano che il governo ci ripensi ed esenti questi territori, come accadeva fino all'anno scorso. Si tratta di zone in alcuni casi devastate dal tornado di settembre e per le quali non è stato nemmeno proclamato lo stato di calamità naturale, grazie al quale i coltivatori avrebbero potuto godere di agevolazioni.

«Faremo sentire la nostra voce - ha affermato Filippo Legnaioli della Cia - protestando ma anche proponendo. Vorremmo ad esempio che venissero rivisti gli estimi catastali, perché qui si colpisce l'agricoltore e non il suo reddito. Oggi iniziamo a protestare e faremo di tutto per farci ascoltare». Sulla stessa lunghezza d'onda Roberto Comparini dell'Unione Agricoltori: « Tali provvedimenti del governo sparano nel mucchio. Io ad esempio in quattro minuti ho perso quarant'anni di lavoro. Non chiediamo soldi ma almeno il sollievo dalle imposte per ripartire».

Poco più in là alcuni agricoltori hanno iniziato a mostrare segni di dissenso evidente, tra chi protestava perché si sentiva abbandonato da tutti e chi ha ammesso che non pagherà e aspetterà l'arrivo di Equitalia. Per fare un esempio l'Oleificio Cooperativo Montalbano quest'anno ha lavorato soltanto 8.000 quintali di olive, rispetto ai 70.000 dell'anno precedente. Probabilmente lo stato di calamità naturale avrebbe dato una mano ma non è stato riconosciuto. E poi - visto che i Comuni montani non pagano e gli altri si (compresi quelli del Circondario) - qualcuno ha riproposto la provocazione di spostare il municipio in una zona più alta, perché la classificazione è stata fatta in base all'altitudine del centro cittadino, dove si trova praticamente sempre la casa comunale. Nella fascia dei terreni ubicati in Comuni con altezza minore o uguale a 280 metri, niente esenzione. Nei terreni situati in Comuni con altitudine compresa tra 281 e 600 metri, l’esenzione dall’Imu si applica anche nel caso di concessione di terreni di terzi in comodato o in affitto agli stessi soggetti. Infine i terreni agricoli dei Comuni localizzati ad un’altitudine superiore a 600 metri sono completamente esenti. A livello di Unione dei Comuni si parla di 1.350.000 euro su 11 Comuni come importo dell'imposta su 350 milioni per tutto il territorio nazionale.

A Giulio Mangani, sindaco di Montespertoli e delegato all'agricoltura dell'Unione, è toccato l'arduo compito di fare l'avvocato del diavolo: «Come rappresentanti delle istituzioni non possiamo dire di non pagare ma ci auguriamo che il prossimo anno la situazione cambi, visto che condividiamo le nostre idee politiche con chi governa e che deve ascoltare le nostre richieste. Se qui gli agricoltori smettono di coltivare il nostro territorio inizia a morire».

Al termine dell'incontro con Mangani (e col sindaco di Vinci Giuseppe Torchia) agricoltori e rappresentanti delle istituzioni si sono diretti a Firenze per parlare col prefetto che - in qualità di referente governativo - è "delegato" ad ascoltare le richieste di cittadini ed associazioni.
 

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