Sicurezza
Il premio Oscar agli studenti «Usate la testa, non la rete»
Prima di tagliare il nastro al cinema, Salvatores ha incontrato 300 ragazzi E ha spiegato: «Si può essere Supereroi anche con azioni normali»
CERTALDO. «Ragazzi pensate con la vostra testa, non vi fate intrappolare dalla rete». Questo il messaggio del grande atteso, il regista premio Oscar Gabriele Salvatores che ha incontrato 300 studenti delle scuole medie ed elementari per parlare della sua ultima pellicola, “Il ragazzo invisibile”. Un incontro che è avvenuto la mattina in attesa dell’inaugurazione ufficiale della multisala Boccaccio, l’evento per cui era stato chiamato a fare da padrino.
Il regista ha lanciato un chiaro messaggio agli studenti, giunti in un momento cruciale della crescita della loro vita: «Voi avrete un percorso di crescita molto diverso da quello della mia generazione, circondati da messaggi e da internet che offre tante opportunità. Ma fate attenzione. La rete serve per intrappolare i pesci e voi non cadete in questi tranelli, usate dunque il cervello».
“ Il ragazzo invisibile”, che si ispira al romanzo della Salani Editori scritto da Ludovica Rampoldi, Alessandro Fabbri e Stefano Sardo, ha conquistato gli studenti che non si sono risparmiati in domande al regista. Un ragazzo, un adolescente, nella storia raccontata da Salvatores ha dei superpoteri. Niente di paragonabile alle pellicole americane, Captain America o The Avengers. Ma su questo il regista ha specificato: «Possiamo fare anche noi film del genere, proprio come oltreoceano. Con una possibilità in più però, quella di aggiungere la nostra sensibilità».
Gli studenti, sicuri, volenterosi e molto numerosi, hanno bersagliato di domande Salvatores.
Tra le curiosità che sono arrivate dalla platea tante quelle sulla storia e su come si possono creare gli effetti speciali. E se l’adolescenza che vive il ragazzino nel film poteva essere paragonabile a quella di uno di loro. Infine: quale era per lui la scena più bella? E il regista ha risposto: «Quando il protagonista si trova di fronte alla madre e scopre che è stato adottato». E infine il regista ha detto: «Si può essere Supereroi anche con normali azioni».
A discapito di quello che la stessa platea aveva pensato il film è girato in Italia, fra l'Italia e la Slovenia, sul Carso. Non in Russia dove i ragazzi avevano immaginato. Molti giovani hanno cercato poi di farsi fare un autografo e c’è chi invece è riuscito a farsi un selfie con l’ospite. Il regista poi, a conclusione dell’incontro ha fatto una battuta anche su Certaldo: «Un film sui Supereroi nel borgo medievale di Boccaccio? Perché no». E il regista nel pomeriggio ha visitato il paese, ammirato il panorama dalla torre di Boccaccio e palazzo pretorio. Chissà forse un tour strategico organizzato dal Comune per promuovere il borgo e per vedere presto un nuovo set, magari di Salvatores che ha già annunciato il seguito di “Il ragazzo invisibile”.
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