Sicurezza
E tra i cittadini scatta la psicosi-infezione
Centinaia di telefonate all’Asl, richieste di informazioni ad ambulatori e ospedale per tutta la giornata
EMPOLI. La notizia della morte di Giovanni Locci per una sepsi meningococcica ha fatto scattare la psicosi, con centinaia di persone che si sono rivoltre alle strutture sanitarie con il timore di un contagio. Fin dalle ore immediatamente successive al decesso del tredicenne, è stata messa in piedi una specie di “unità di crisi” per affrontare la situazione, con Comune, Asl (che ha messo a disposizione cinque medici) e forze dell’ordine che hanno lavorato in stretta collaborazione per affrontare una situazione delicata. I familiari, gli insegnanti e i compagni di classe di Giovanni sono stati sottoposti a profilassi: si tratta di 81 persone che nell’ultima settimana sono state a stretto contatto con lo sfortunato tredicenne. Tuttavia, per cercare di dare la massima assistenza e informazione alla popolazione, l’Asl ha messo a disposizione tre ambulatori (due punti informativi e uno riservato alla somministrazione di farmaci) nel distretto di Cerreto Guidi, dove complessivamente si sono recate nella sola giornata di ieri oltre duecento per sone. Ma un centinaio di cittadini si sono recati direttamente all’ospedale San Giuseppe di viale Boccaccio a Empoli, per chiedere maggiori delucidazioni su quanto accaduto e sugli eventuali pericoli per la popolazione. Non solo: sono oltre trecento le telefonate ricevute dall’azienda sanitaria, sempre nella giornata di ieri, con richieste di informazioni sulla meningite. Intanto l’Asl 11 fa sapere che la scuola di Cerreto non verrà chiusa «perché non c’è alcun bisogno di alcun intervento di disinfezione». (f.t.)
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