trenta ore di disagi sulle strade
EMPOLI. Trenta ore di caos in Fi-Pi-Li per la neve... sull’Appennino. File chilometriche in superstrada, automobilisti inferociti, viabilità alternativa completamente congestionata. E...
EMPOLI. Trenta ore di caos in Fi-Pi-Li per la neve... sull’Appennino. File chilometriche in superstrada, automobilisti inferociti, viabilità alternativa completamente congestionata. E autotrasportatori sul piede di guerra: «Così perdiamo credibilità e fatturato, che nessuno ci restituirà». Tutta colpa del prefiltraggio effettuato dalla polizia stradale - in accordo con Avr e Autostrade - per evitare che i mezzi con massa superiore a 7,5 tonnellate proseguissero la loro marcia verso la A1, interessata da abbondanti nevicate nel tratto appenninico. Di fatto è stato creato un “imbuto” all’altezza di Empoli Ovest, con gli agenti impegnati a far uscire (e parcheggiare nella zona industriale del Terrafino) i mezzi pesanti diretti a Firenze.
Le conseguenze. Un’operazione complessa, che ha inevitabilmente creato code lunghe fino a sette chilometri. Con una percorrenza media di circa un’ora tra San Miniato e Empoli Ovest. In tanti, per evitarle, si sono riversati nella viabilità ordinaria, che è andata in tilt, sia - per esempio - sulla Tosco Romagnola e lungo la provinciale 11, in particolare all’altezza di Gavena dove già la situazione è precaria per via del semaforo provvisorio che regola l’accesso al ponte Bailey. Il blocco temporaneo dei mezzi pesanti sulle carreggiate «che ha garantito - fa sapere Autostrade - la transitabilità della rete ai veicoli leggeri in piena sicurezza» è stato rimosso soltanto nel primo pomeriggio di ieri, con la situazione che è tornata alla normalità nel giro di poche ore. Ma non è bastato a placare le polemiche.
La rabbia. La Città Metropolitana spiega (nell’articolo a destra, ndr) che «il sistema ha funzionato». Ma non la pensano così gli addetti ai lavori: «Stiamo perdendo soldi, fatturato e credibilità». Andrea Montanelli è uno dei responsabili del consorzio Nuova Ute di Empoli. Quindici “padroncini” (ai quali si aggiungono tre dipendenti) che trasportano merci prevalentemente nel centro-nord dell’Italia. «I nostri camion sono fermi da due giorni, ci sono aziende - nostre clienti - che per colpa della mancata consegna hanno dovuto bloccare la produzione. È una situazione caotica, non si capisce perché viene vietato l’accesso all’autostrada». Il provvedimento di prefiltraggio è inserito nel “Piano neve” messo a punto dopo l’inferno del 17 dicembre 2010. In pratica si vuole evitare che gli autotrasportatori si avventurino senza catene nei tratti innevati, visto che l’operazione di montaggio è piuttosto complicata e spesso spinge chi è al volante a “provarci”: «Basta che una bisarca finisca di traverso in autostrada - fanno sapere dalla Città - ed è il caos». Ma gli addetti ai lavori non ci stanno: «Questo provvedimento - rimarca Montanelli - è lo specchio dell’arretratezza dell’Italia. In un Paese moderno non si cerca di risolvere un problema in questo modo. Non si blocca tutto per un po’ di neve sull’Appennino, bisogna comunque garantire la possibilità di lavorare. E invece si dice semplicemente “state a casa”. Complimenti».
Il grido d’allarme. Al fianco del Consorzio e di tutte le aziende penalizzate da prefiltraggi e autostrada chiusa, c’è anche la Cna dell’Empolese Valdelsa: «Questi provvedimenti sono estremamente penalizzanti e senza senso - sottolinea la coordinatrice Elena Bardi - anche perché si va a colpire la categoria che teoricamente è più attenta alla sicurezza. Perché chi trascorre sulla strada buona parte delle sue giornate è portato a prendere tutte le misure per garantire la propria incolumità e quella degli altri. Soltanto una piccolissima percentuale di questi lavoratori non rispetta le regole. E non è giusto colpire tutti, peraltro in un momento già così difficile per l’economia. Semmai i controlli di questo tipo andrebbero fatti con maggiore attenzione sugli automobilisti, per verificare se viaggiano con i pneumatici invernali o se almeno hanno a bordo le catene da neve. Perché molto spesso il caos sulle strade - conclude Elena Bardi della Confederazione nazionale dell’artigianato - deriva proprio dal mancato rispetto di queste regole e non dal comportamento degli autotrasportatori».
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