Sicurezza
I contributi per le famiglie colpite dal tornado stentano ad arrivare
A cinque mesi dallo stato d’emergenza sono arrivati solo 60000 euro grazie alla beneficenza. Entro gennaio doveva essere saldata la prima tranche deliberata dalla Regione da oltre un milione
CERRETO GUIDI. Sono stati definiti i criteri per l'assegnazione del bonus sociale destinato dalla Regione alle famiglie colpite dal maltempo del 19-20 settembre, comprese quindi le 367 di Stabbia e Cerreto con Isee inferiore a 36.000 euro. Chi ha subito danni superiori a 5.000 euro riceverà il massimo del contributo, cinquemila euro. Chi ha riportato danni inferiori ai 5.000 euro otterrà l'equivalente del danno reale.
La procedura. In poche parole, chi ha avuto 2.000 euro di danni, riceverà 2.000 euro. Ma perché l'utilizzo del futuro come tempo verbale? Semplice, perché i soldi dalla Regione non sono ancora arrivati. Prima si parlava dell'Epifania, poi di fine gennaio: ora siamo a febbraio inoltrato e dei soldi materiali nessuna traccia. Eppure la delibera regionale (la 793/14) c'è e la legge regionale pure (la 54/14): entro il 31 gennaio sarebbe dovuto arrivare il 60 per cento della somma destinata a Cerreto, pari a 1.200.000 euro.
La seconda tranche. A marzo era, invece, prevista la seconda tranche col restante 40 euro (600.000 euro) per un totale di 1.800.000 euro per 367 famiglie, su un totale di 376 domande presentate a Cerreto Guidi.
Soldi stanziati per aiutare chi ha dovuto riparare la propria abitazione in seguito al passaggio del tornado che spazzò via decine e decine di tetti. È chiaro che molte famiglie hanno riportato più di 5.000 euro di danni e per loro non potrà esserci il rientro totale delle spese (assicurazioni private permettendo). È anche chiaro che chi ha riportato problemi sotto i 5.000 euro (71 domande su 367) non otterrà la somma massima. Ad oggi, nonostante le parole di rassicurazione di enti ed istituzioni, a Stabbia e Lazzeretto di soldi se ne sono visti ancora pochi: 40.000 euro sono stati raccolti col conto corrente del Comune, 10.000 con quello dell'Unione dei Comuni. E diecimila euro li ha raccolti il vicino comune di Lamporecchio.
Lo stato d’emergenza. Cifre irrisorie rispetto a ciò che è successo e soprattutto derivanti dagli sforzi degli stessi cerretesi, che si sono sentiti abbandonati. Anche le cifre stanziate per l'emergenza nazionale, pari a 3.250.000 euro su cinque province toscane colpite dal maltempo, non si sa quando arriveranno, nonostante non si tratti di contributi ai privati ma ai soggetti pubblici, anche questi notevolmente colpiti (si pensi al caso della scuola Santi Saccenti di Cerreto, sostituita provvisoriamente con un prefabbricato).
Dalla proclamazione dello stato d'emergenza ci sono 180 giorni a disposizione perché le somme giungano nelle casse dell'ente comunale. E lo stato d'emergenza nazionale venne dichiarato il 23 ottobre scorso, per cui c'è tempo fino al 23 aprile, sempre che non si registrino ritardi.
C'è un commissario regionale che si sta occupando della procedura, stabilendo le giuste proporzioni fra le varie zone colpite. L'auspicio è che la maggior parte di quei tre milioni arrivi dalle parti di Cerreto. Il rinvio-beffa. E come dimenticare la paradossale questione delle tasse, sospese per soli sei giorni alle aziende, che chiedevano l'esenzione o quantomeno un vero rinvio di qualche mese. Una vera beffa, visto che chi doveva in certi casi drammatici ricostruire l'azienda ha dovuto usare i propri fondi (sempre che li avesse). A questo punto è quasi impossibile e inutile cercare una nuova data limite per l'arrivo dei soldi regionali. L'importante è che arrivino, poiché se non lo facessero saremmo dinanzi all'ennesima beffa nei confronti di un popolo duramente colpito, che vive un territorio tuttora sconvolto e ferito, dove gli edifici sono ancora in via di ricostruzione e gli alberi sono praticamente spariti.
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