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Cerreto, Frana a Giannini le famiglie non rientrano

Marco Sabia
La polizia municipale di Cerreto Guidi evacua le famiglie colpite dalla frana di Bassa (foto agenzia Carlo Sestini)
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La polizia municipale di Cerreto Guidi evacua le famiglie colpite dalla frana di Bassa (foto agenzia Carlo Sestini)

Slitta a marzo il ritorno in casa per i quattro nuclei che dovettero sgomberare le abitazioni inagibili

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CERRETO GUIDI. Il 2014 - a Cerreto Guidi - non è stato solo l'anno del tornado: a Bassa, in via Giannini, uno smottamento all'altezza dell'argine ha costretto il 27 marzo scorso quattro famiglie a lasciare le proprie abitazioni, quelle più vicine all'argine, perché dichiarate inagibili. Poi sono partiti i lavori di consolidamento dell'argine, portati avanti dalla Provincia, che non sono ancora finiti. Per questo il Comune di Cerreto Guidi - nel bilancio di previsione 2015 - ha inserito 9.000 euro per pagare l'affitto a queste quattro famiglie sistemate in altri locali fino al 31 marzo.

L'ovvia conseguenza è che queste persone - nove in totale - prima di quella data non torneranno nella casa abbandonata undici mesi fa. I lavori - se i tempi verranno rispettati - dureranno almeno un anno e non alcuni mesi come ipotizzato nei momenti successivi al fatto. Si tratta di lavori massicci di consolidamento dell'argine attorno alle case più a rischio, realizzati tramite armature di ferro riempite con cemento che vengono inserite in verticale nell'argine stesso.

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A tali armature viene aggiunta una massiccia trave in superficie a cui vengono ancorati dei tiranti in acciaio, che agiscono come delle radici, nel senso che tengono ferma la terra dell'argine che stava portando con sé anche le abitazioni. Praticamente sono state inserite delle "radici" artificiali per tenere bloccato l'argine che si stava muovendo insieme alle case che stavano collassando su se stesse per la disperazione ovvia dei residenti.

La speranza è che dopo marzo sia tutto sistemato, che queste famiglie se ne tornino finalmente nelle loro quattro mura. Pensavano di tornarci entro l'autunno, poi entro fine anno, ora a 2015 inoltrato. La loro situazione di disagio è passata un po' in secondo piano, vista la concomitanza col tornado del 19 settembre.

Quella zona di Bassa non è stata nemmeno toccata da grandine e vento, eppure per altri motivi sempre ambientali e climatici quattro famiglie "festeggeranno" quasi sicuramente il loro primo compleanno fuori casa, per colpa di quella piena dell'Arno del 15 febbraio 2014 che portò i marciapiedi a schiantarsi e i cancelli a piegarsi. Le case, invece, sembravano piegarsi e avvicinarsi.

Una scena inquietante, senza dubbio. Le quattro famiglie ad oggi sono dislocate fra Bassa e Gavena e l'accesso alle loro case è impedito dalla presenza del cantiere della Provincia, oltre che dai mezzi da lavoro.

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