Attenzione
Musiche non pagate, e a casa di Leonardo va a bussare la Siae
Nel mirino il sottofondo della performance multimediale, l’ente chiede gli arretrati ma il Comune di Vinci non ci sta
VINCI. Il Comune e la Siae litigano per la “musichetta” che accompagna il Genio mentre racconta la sua vita. Anche Leonardo finisce nel labirinto di norme e burocrazia che, come spesso accade, rischia di costare caro, ai cittadini. Perché alla fine l’amministrazione comunale di Vinci potrebbe trovarsi a dover sborsare tutti gli arretrati dei diritti non versati per quasi due anni.
Perché l’inaugurazione della Casa natale di Leonardo, ad Anchiano, sulle colline di Vinci, risale al giugno 2012, dopo un restauro da 1,2 milioni di euro durato due anni. Una delle novità è il suggestivo ologramma a grandezza naturale di Leonardo, realizzato dallo studio multimediale ArtMedia di Firenze. Un punto di incontro tra il video, il teatro e il documentario in cui un attore fa le veci del Genio che si racconta in prima persona. Un Leonardo che ripercorre la sua vita, in particolare gli anni trascorsi a Vinci e Firenze, accompagnato da un suggestivo scorrere di immagini e luoghi cari a lui stesso. Diciotto minuti di show che vengono proiettati di continuo, con la versione in inglese alternata a quella in lingua italiana. Intanto La Casa fa il pieno e viaggia alla media di settantamila visitatori all’anno. Tutti “catturati” dal Leonardo tridimensionale proiettato sulla parete, realizzato dalla Art Media Studio di Firenze, alla quale il Comune ha commissionato il “pacchetto completo”, compresa la colonna sonora del video.
«Ci siamo affidati a un compositore che collabora spesso con noi – spiega l’architetto Vincenzo Capalbo – e che ha realizzato la musica originale per il Comune di Vinci». Con quest’ultimo che però ora si è visto recapitare un atto di citazione della Siae. Perché la Società italiana degli autori ed editori sostiene che l’ente avrebbe dovuto pagare i diritti sui brani ascoltati (in sottofondo) dai visitatori nella Casa.
Il sindaco Giuseppe Torchia si è rivolto a un avvocato e intanto gli uffici stanno ricostruendo l’intera vicenda. Come spiega Roberta Barsanti, direttore del Museo Leonardiano e già braccio destro dell’ex dirigente Romano Nanni, scomparso un anno fa, che aveva seguito in prima persona il restauro dell’immobile di Anchiano, compreso l’allestimento: «La Siae sostiene di dover riscuotere i diritti, ma la nostra posizione - sottolinea Barsanti - è decisamente diversa: per quanto ci riguarda stiamo parlando di un’opera realizzata per conto di una pubblica amministrazione e che pertanto appartiene all’ente. Comunque stiamo ricostruendo l’intera vicenda attraverso i documenti con l’obiettivo di chiarire la vicenda il prima possibile».
Intanto però il Comune si tutela. E, in attesa di capire come stanno realmente le cose, ha deciso di sostituire, almeno temporaneamente, la colonna sonora del video-racconto di Leonardo, con una nuova “musichetta”, realizzata appositamente da un altro compositore. Con l’accortezza - stavolta - di fargli firmare la cessione dei diritti d’autore.
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