Il Tirreno

Empoli

Le vacanze nel circondario parlano tedesco e olandese

di Marco Pagli
Turisti a Vinci davanti al museo dedicato a Leonardo (foto Carlo Sestini)
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Turisti a Vinci davanti al museo dedicato a Leonardo (foto Carlo Sestini)

Boom di vacanzieri dalla Germania (19.564 arrivi) e dall’Olanda (13.073 arrivi). A sorpresa aumentano gli indiani. Si preferiscono le strutture extra-alberghiere. Il delegato Cucini: «Da migliorare la gestione associata
del servizio». I dati negli undici comuni

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EMPOLI. La campagna toscana, e l'Empolese Valdelsa in particolare, torna a parlare tedesco, francese, olandese e statunitense. Ma comincia - l'andamento è di crescita progressiva - anche ad imparare l'australiano e l'indiano. Se c'è un settore in netto contrasto con il generale trend economico, questo è il turismo.

Il boom. Nel circondario, infatti, dopo la frenata del 2013 lo scorso anno (gli ultimi dati si fermano al 30 settembre scorso, da mettere a confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente) si è assistito ad un vero e proprio boom di arrivi e presenze. Addirittura, la crescita è in doppia cifra: gli arrivi sono aumentati di oltre il 12%, mentre le presenze quasi del 10%. Insomma, il territorio degli undici comuni piace sempre di più e non solo come porta di accesso alle principiali città di provincia toscane. Ma anche come terra di approdo.

A permettere questa impennata del flusso turistico nella zona sono stati i visitatori stranieri. Mentre c'è da registrare una flessione, sia per quanto riguarda gli arrivi (cioè il numero di persone che hanno trascorso del tempo nell'area) sia per quanto riguarda le presenze (ovvero il numero di giorni complessivi spesi dai turisti nelle strutture ricettive), del turismo italiano.

Gli italiani in calo. Messi a confronto, i dati relativi ai due flussi – quello straniero e quello italiano – raccontano bene la dicotomia ben marcata anche a livello economico più generale tra il mercato esterno e quello interno. Basti osservare i numeri: gli arrivi di turisti stranieri sono aumentati nei primi nove mesi dell'anno del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre le presenze del 14%. Ciò significa che hanno visitato le bellezze del territorio oltre 15mila stranieri in più. Mentre per quanto riguarda gli italiani, si è registrata una flessione dello 0,5% sugli arrivi e del 6,5% sulle presenze. Ciò ha influito negativamente anche sulla media di permanenza degli ospiti nelle strutture ricettive, che è calata anche se impercettibilmente e che si è fermata a 5,3 giorni.

Le provenienze. Per quanto riguarda le nazionalità, i più numerosi sono stati ancora una volta i tedeschi con 19.564 arrivi e oltre 157mila giorni spesi nel circondario. Quindi, gli olandesi arrivati in 13.073 e con 97mila presenze. In rialzo anche il numero dei francesi, con 9.892 arrivi e poco meno di 60mila presenze, e degli inglesi, con 6.835 arrivi e 44mila presenze. Numerosi anche i turisti di nazionalità belga (5.033), gli svizzeri (2.497), gli spagnoli (2.385), i danesi (2.383), i polacchi (2.365), gli austriaci (2.334) e gli ungheresi (2.127).

Extra Europa. Se si guardano i flussi extraeuropei, di sicuro gli arrivi più numerosi sono quelli statunitensi: ben 5.980 (contro i 5.350 dei primi nove mesi del 2013) con oltre 32 mila presenze. Ma sono molti anche 1.528 (in leggero calo) canadesi. Così come gli israeliani e i cinesi – una conferma – rispettivamente 1.341 e 1.112. Ciò che lascia maggiormente stupiti è la crescita enorme di arrivi dall'India, fermi a 390 e giunti a settembre 2014 a 1.323. E anche dall'Australia, da dove ne sono arrivati 1.328 (circa duecento in più rispetto all'anno precedente).

Le strutture. I turisti che visitano l'Empolese Valdelsa prediligono le strutture extra-alberghiere, per lo più agriturismi, ostelli, bed and breakfast e appartamenti. In queste strutture si sono concentrati il doppio di persone rispetto a quelle che hanno preferito gli hotel: ben 94.475 per un numero complessivo di 631mila presenze i primi e 42.736 con 113mila presenze i secondi.

Così nei Comuni. Guardando ai comuni da sottolineare la conferma dei comuni della Valdelsa, Montespertoli e Vinci come luoghi nel cuore dei turisti. E l'affermazione di Fucecchio che ha registrato un incremento di arrivi del 24% e di presene dell'84%. Mentre in netta controtendenza la flessione di arrivi di Empoli che ha perso nel periodo circa 400 visitatori e il 3% delle presenze. Sono scese le presenze, ma non gli arrivi, a Montespertoli (-9%) e a Montelupo (addirittura -28%). Il comune più gettonato rimane Montaione con 34.392 arrivi (+13%). A seguire Certaldo con 19.609 arrivi (+20%), Montespertoli con 18.059 (+12%), Vinci con 15.335 (+4,5%) e Gambassi con 11.866 (+15%). Sotto i 10mila arrivi, Empoli con 8.418 (-4,5%), Montelupo con 7.474 (+2%), Capraia e Limite con 7.241 (+32%, il dato più alto), Castelfiorentino con 6.775 (+15%), Fucecchio con 5.794 (+24%) e Cerreto con 4.250 (+16%).

Il sindaco Cucini. La chiave del successo del territorio del circondario come attrazione per i viaggiatori sta nel turismo esperenziale. «I comuni offrono un vasto orizzonte di luoghi ricercati – spiega Giacomo Cucini, sindaco di Certaldo e delegato al turismo dell'Unione – si va dai siti legati a personaggi famosi del passato a borghi rimasti intatti nel tempo, dall'arte ai tipici paesaggi toscani, fino alle tradizioni che trovano una vetrina nei musei oppure nelle varie attività storiche riportate alla luce. I turisti alla ricerca di esperienze di questo tipo, che sono lontane anni luce dalla visita delle città d'arte e ancora di più dalle vacanze tradizionali, sono in continua crescita e ciò ha contribuito a far aumentare i flussi nella nostra area».
Un motivo di vanto, quello legato all'impennata di arrivi nei primi nove mesi dello scorso anno. Ma anche uno sprone ad andare avanti. «Nel turismo non esistono bacchette magiche – continua Cucini – ma siamo convinti che possano essere messe in campo azioni, da parte delle amministrazioni, che aiutino questa crescita. Dovremo migliorare la gestione associata del servizio. L'integrazione è giovane e devono essere mossi ancora molti passi. Inoltre, è necessario incrementare le politiche di promozione turistica, in modo da esportare di più e meglio l'immagine del nostro territorio. Per noi i numeri sono una fonte di incoraggiamento». Anche perché l'offerta turistica potrebbe diventare un vero motore della ripresa economica locale. «Lo è già, con le migliaia di posti attività e di posti di lavoro creati in questi anni – conclude – ma penso che possiamo fare ancora di più e che il turismo possa diventare un’alternativa di sviluppo».

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