Il Tirreno

Empoli

Stazione nel degrado e rifugio per clochard

di Chiara Capezzuoli
Stazione nel degrado e rifugio per clochard

Utenti accolti anche da guano di piccione, ratti e fili scoperti nel sottopassaggio Esercenti e pendolari: «Scarsa sicurezza, servono più controlli»

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EMPOLI. Le stazioni sono considerate, in ogni città, dei porti di mare dove persone arrivano e partono ogni giorno. Spesso e volentieri in quei pochi minuti (o alcune ore) che si trascorrono nei pressi delle stazioni si possono notare sia i casi di mera sporcizia sia situazioni di degrado.

La stazione di Empoli, secondo molti utenti, ha in primis un problema a livello di sicurezza: pochi controlli da parte della polizia e soggetti tutt’altro che raccomandabili che durante le prime ore del mattino e la sera tardi - approfittando degli scarsi controlli - non consentono agli utenti di stare tranquilli.

L’altro problema è quello dei clochard che, sempre più numerosi, riescono a trovare riparo e un posto dove dormire sul retro del plesso che ospita la Croce Rossa collocandosi con i loro materassi in una piccola nicchia ricavata tra la parete dell’edificio ed una transenna in metallo. Ieri - per esempio - in pieno giorno ce n’erano due.

«Quest’edificio è di proprietà di Rfi (Rete ferroviaria italiana, ndc) e noi lo abbiamo preso in affitto da un paio di anni a questa parte - sottolinea Claudio Chiappone della Croce Rossa -. Spesso abbiamo contattato la Polfer per far allontanare i clochard dal cortile. Ma pochi giorni dopo l’intervento degli agenti ritroviamo nuovamente le persone a dormire nel solito posto. Questo accade non solamente durante la notte ma anche in pieno giorno, come potete vedere».

La situazione di abbandono di tutta l’area viene notata, quotidianamente, da molti pendolari ma anche da coloro che, all’interno della stazione, hanno un’attività commerciale o comunque ci lavorano.

Il guano di piccione è disseminato un po’ ovunque (soprattutto nel retro della Croce Rossa); nel sottopassaggio che porta ai binari da 2 al 5 ci sono fili degli impianti non protetti e gli avvistamenti di grossi ratti che passeggiano indisturbati sono ormai all’ordine del giorno.

Insomma, un “biglietto da visita” tutt’altro che esaltante per chi arriva in città: «Purtroppo la polizia ferroviaria non fa molti controlli specialmente negli più a rischio, come la mattina presto e la sera tardi – spiega una dipendente del Cafè Moka – ad esempio per noi che arriviamo qui alle 5 diventa un problema aprire da sole visto che non ci sono le forze dell’ordine».

«La mattina presto infatti - spiega ancora - in stazione ci sono molti nomadi e persone che dormano qui e nemmeno una guardia per tutelare i lavoratori e gli utenti. Dalle 17 in poi la situazione si ripropone perché non c’è più nessuno della Polfer in servizio. Ed è impossibile sentirsi tranquilli in un contesto di questo genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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