Attenzione
Dal vecchio al giovane, la terra passa di mano
A Empoli e nella Valdelsa grazie a una banca che è stata creata ad hoc e a tre cooperative di zona, appezzamenti abbandonati vengono messi a disposizione di nuovi agricoltori
EMPOLI. Giovani e agricoltura è un binomio che sembra funzionare. L’ultimo, rilevante, sintomo è l’ulteriore proroga accordata da Legacoop agroalimentare al progetto della banca della terra. Un’opportunità cucita proprio addosso al profilo del giovane alla ricerca di un appezzamento di terreno da coltivare, magari con l’aiuto e il sostegno di una cooperativa in grado di guidare e accompagnare la sua attività. Ad oggi sono una decina i lotti di terreno messi a disposizione tra l’Empolese e la Valdelsa dalle cooperative del territorio. Qui, attraverso Legacoop, è possibile insediarsi e cominciare – non da zero – il proprio percorso in agricoltura. Vino, prevalentemente, ma anche olio e cereali. Non si tratta, come detto, di un salto nel vuoto, ma di un inizio assistito all’interno di una grande coop agricola.
E infatti la risposta, durante i primi mesi dell’iniziativa, è stata incoraggiante sia tra chi ha scelto di mettere a disposizione il proprio appezzamento, sia tra chi ha deciso di avviare un’attività - o di ampliarne una già esistente – proprio su quei terreni messi online. Tanto che, appunto, è stato deciso di superare il termine fissato alla fine dello scorso anno e di dare continuità al progetto. «La banca della terra andrà ancora avanti – spiega Enrico Ricci di Legacoop agroalimentare Toscana – finora abbiamo ricevuto molti interessamenti e le cooperative che hanno aderito sono riuscite a concludere diverse transazioni. Lo scopo è quello di mettere in comunicazione i soci, e anche i non soci, delle coop agricole in modo da poter sfruttare al meglio il nostro patrimonio agricolo evitando l’abbandono dei terreni. Per adesso la risposta è stata convincente e quindi ci è sembrato giusto proseguire su questa strada. Anche perché quello che vogliamo costruire è una mentalità che riporti la terra al centro dell’interesse, specie dei più giovani».
Non è un mistero, infatti, che proprio questi ultimi siano tornati a includere nel loro orizzonte l’agricoltura. Seppure spesso i dati siano in controtendenza, basta guardare alla crescente attenzione rivolta dagli studenti alla materia. Solo lo scorso anno, ben il 23% di chi usciva dalle scuole medie ha scelto un istituto superiore legato all’agricoltura, all’enogastronomia o all’ospitalità alberghiera. E non finisce qui: secondo la Coldiretti, dal 2008 ad oggi il numero degli studenti universitari che si immatricolano a corsi di agraria è aumentato di quasi il 50%. «Questa tendenza ad una crescita di interesse da parte dei giovani l’abbiamo ravvisata anche noi – prosegue Ricci – e ci sembra un’ottima cosa. Il nostro intento è quello di dare gambe a questo trend e permettere che si affermi. Da un’indagine sulle attività del nostro territorio, infatti, emerge che i due principali problemi sono legati all’età di chi conduce un’azienda agricola e alla dimensione delle stesse. Perciò, anche con il progetto della banca della terra, ci siamo prefissi due obiettivi prioritari: il ricambio generazionale dei conduttori delle aziende e il loro rafforzamento a livello dimensionale».
Delle nove cooperative che per ora hanno aderito al bando lanciato a livello regionale, tre hanno sede in comuni del circondario: Cantine Montalbano di Empoli, Cantina sociale di Certaldo e la Montalbano agricola alimentare di Vinci. Anche se ce ne sono altre, fuori dal territorio degli undici comuni, i cui soci hanno messo a disposizione terreni nell’Empolese Valdelsa
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