Il Tirreno

Empoli

Senza alimentari ma con tre parrucchiere

Squilibri commerciali nella frazione dove abitano un migliaio di persone: la Coop non riapre

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CERRETO GUIDI. Ormai un anno fa chiudeva la Coop di Lazzeretto, nel Comune di Cerreto Guidi, lasciando i tanti anziani presenti senza un punto di riferimento per fare dei piccoli acquisti che vadano oltre i beni alimentari. Oggi, che sono passati quasi 365 giorni - la Coop chiuse il 31 gennaio 2014 - niente è cambiato: c'è stata soltanto qualche manifestazione d'interesse, che però al momento non si è concretizzata, forse a causa della crisi che tuttora imperversa.

Il punto vendita, che faceva parte del gruppo Cooperativa di consumo Cerreto Guidi e Vinci, si trovava in via 2 settembre ed era da sempre un punto di riferimento per i residenti, specie i più anziani, che ancora adesso devono giocoforza prendere un mezzo a motore per fare anche la più piccola spesa, magari verso Fucecchio o Lamporecchio, oppure dirigendosi ad Empoli. Una frazione di mille anime che non ha più quel pezzo di storia che per decenni aveva rappresentato una sicurezza per gli abitanti, soprattutto quelli più avanti con l'età, che a Lazzeretto non sono pochi. In compenso ci sono tre parrucchieri, praticamente uno in fila all'altro. La Cooperativa di consumo Cerreto Guidi e Vinci è passata da cinque a quattro punti vendita (Stabbia, Vinci, Cerreto Guidi e Bassa) col sacrificio di Lazzeretto. Non ha niente a che fare, insomma, con Unicoop Firenze.

Ad oggi, passato quasi un anno, non è cambiato praticamente niente: la saracinesca rimane tristemente abbassata e le persone vi passano davanti sapendo che difficilmente - a stretto giro di posta - qualcosa cambierà in positivo, come precisato dagli stessi vertici della cooperativa. Il punto vendita venne chiuso perché era in perdita e non garantiva più le necessarie entrate economiche per sopravvivere. Oltretutto non riusciva a contrastare la concorrenza delle realtà più grandi, troppo più attrezzate e competitive per competere in questa giungla commerciale. Per cui si decise di chiudere i battenti allo scopo di limitare i danni, tra le proteste di tanti soci e/o residenti che si sono visti privare di un punto di riferimento anche sociale e non soltanto commerciale. Ora, che la situazione economica non è granché migliorata, è difficile che un privato si assuma il rischio imprenditoriale di aprire una nuova attività in quegli spazi, nonostante la Cooperativa abbia più volte promesso di venire incontro a livello di spese, calmierando magari il prezzo dell'affitto.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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