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Empoli

Filippo, la grande paura è passata «Pronto a riprendermi la politica»

di Francesco Turchi
Filippo, la grande paura è passata «Pronto a riprendermi la politica»

Un defibrillatore automatico impiantato sotto la cute sorveglierà il cuore del consigliere comunale «Travolto dall’affetto della città. Professionalità e umanità: l’ospedale di Empoli è un’eccellenza»

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EMPOLI. La paura è passata. Il cuore ora è al sicuro, “sorvegliato” da un defibrillatore automatico sottocutaneo, pronto a entrare in azione in caso di aritmia. E presto Filippo Torrigiani (che compirà 41 anni a febbraio), potrà tornare in consiglio comunale, riabbracciare la politica empolese, che da anni lo vede protagonista e il lavoro, come dipendente di Acque spa. Era entrato al San Giuseppe alla vigilia di Natale per rimuovere un calcolo alla cistifellea, ne è uscito dopo quasi un mese portandosi con sé un dispositivo salva-vita, dopo che i medici dell’ospedale empolese, durante gli accertamenti, gli hanno diagnosticato una cardiopatia.

«Hanno rilevato uno scompenso – racconta Filippo – probabilmente causato dall’ipertensione, anche se non è escluso che alla base ci sia un difetto congenito. Non mi ero mai accorto di niente, e pensare che tra le mie passioni c’è anche la pesca subacquea... Ora devo osservare un periodo di riposo, ma presto potrò tornare a condurre una vita normale».

Ex assessore della giunta-Cappelli, un anno fa sfidò Brenda Barnini alle primarie per sindaco di Empoli, raccogliendo il 38% dei voti, per poi presentarsi alle amministrative, sempre sotto le insegne del Pd, collezionando 425 preferenze. Torrigiani è un personaggio molto noto in città e in un’occasione così delicata sul piano personale in tanti gli hanno dimostrato il loro affetto: «Sono venuti in centinaia a trovarmi, per non parlare di sms e messaggi sui social. Voglio ringraziare tutti, mi ha fatto un enorme piacere».

Ma il pensiero di Torrigiani va anche a tutto lo staff del San Giuseppe che l’ha seguito durante le lunghe settimane di degenza, coincisa per buona parte proprio con il periodo delle festività natalizie: «Spesso si sente parlare di malasanità, siamo sempre pronti a criticare. E invece mi sono reso conto del livello straordinario dell’ospedale di Empoli. Ho trovato una grande umanità e una professionalità di ottimo livello. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno seguito. Dal dottor Attilio Del Rosso, che mi ha operato a tutto il personale infermieristico di cardiologia; i dottori Vincenzo Guarnaccia e Maria Luisa Gianfaldoni, ma anche Franco Nassi e il mio medico di base Roberto Bagnoli, oltre all’infermiera Sabrina Padovani, che è stata eccezionale in sala operatoria».

La procedura è stata effettuata nel centro di Elettrofisiologia guidato da Del Rosso della Unità operativa complessa di cardiologia, diretta da Andrea Zipoli. Che spiega: «Il defibrillatore automatico è un dispositivo "salva vita" indicato per la prevenzione della morte improvvisa causata da aritmie ventricolari. I dispositivi convenzionali impiegati fino ad oggi richiedono l'impianto all’interno della camere cardiache di uno o più elettrocateteri. Questa procedura comporta rischi operatori ed, in caso di malfunzionamento o infezione, il ricorso a procedure chirurgiche difficili e rischiose per il paziente. Una volta impiantati questi dispositivi difficilmente possono essere rimossi. Recentemente si sono resi disponibili i defibrillatori sottocutanei (come quello impianto a Torrigiani, ndr) che rispetto ai dispositivi tradizionali utilizzano un elettrocatetere inserito sottocute nella parete anteriore del torace».

Questi dispositivi hanno il vantaggio di evitare tutti i possibili rischi operatori dell'intervento intracavitario, «di evitare – spiega Zipoli – rischi relativi a possibili malfunzionamenti o infezioni dell'elettrocatetere e non ultima cosa, hanno la possibilità, nel caso vengano meno le condizioni che hanno reso necessario l'impianto, di rimuovere completamente il dispositivo dal paziente con un semplice intervento in anestesia locale. Per tali motivi tale nuovo dispositivo è particolarmente indicato nei pazienti giovani ove anche sussistano possibilità di miglioramento clinico differito nel tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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