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No slot, una barista sceglie il calcio balilla

Marco Sabia
Vittoria Pellegrini nel suo locale
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Vittoria Pellegrini nel suo locale

Vittoria Pellegrini di Fucecchio ha da poco riaperto il locale di famiglia. E da volontaria della Misericordia ha visto tante persone rovinarsi con il gioco

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FUCECCHIO. "Ho visto persone rovinarsi col gioco, per cui non vedrete mai le macchinette mangiasoldi nel mio bar. Non me la sento, va contro ogni mio principio". A raccontare la propria scelta è Vittoria Pellegrini di Galleno, che da poco ha riaperto l'attività di famiglia in via Romana Lucchese, optando per un'impronta più sociale e meno commerciale del suo bar. In poche parole no alle slot. Al loro posto biliardini e giochi per i bambini.

Pellegrini ha un'esperienza pluridecennale come volontaria della Misericordia, oltre ad avere lavorato come geometra per vent'anni. E durante le ore da volontaria ha visto famiglie soffrire e sfaldarsi per colpa del gioco e delle ludopatie: « Capita che ti trovi a fare degli interventi da famiglie apparentemente normali. Poi - una volta entrata in casa - vedi che magari moglie e marito hanno litigato e non si parlano più perché uno dei due si è giocato lo stipendio alle slot. Poi qua a Galleno ci conosciamo tutti, sarebbe assurdo lucrare sulla salute di persone che vediamo ogni giorno».

Il suo bar, pertanto, ha una saletta nella quale sono presenti due calcio balilla e altri giochi per bambini, che fanno sembrare quegli spazi più un oratorio che un'attività commerciale. Le mamme di Galleno spesso ci lasciano i piccoli per fare merenda al pomeriggio. Oppure ci sono gli anziani, per le classiche ed interminabili partite a carte.Il bar, nel suo piccolo, è diventato un punto di riferimento per la comunità, visto che ospita anche la sede del comitato per la valorizzazione della via Francigena a Galleno, che si sta battendo per riportare una sezione della Misericordia nella frazione fucecchiese.

Detto questo il Bar Mondiale continua nella sua "missione": « Come potrei mettere le slot - racconta ancora Pellegrini - se questo è un posto per famiglie. La clientela cambierebbe totalmente e qui siamo tre donne a lavorare. Diventerebbe ingestibile la situazione. E poi le persone si abbruttiscono davanti a quelle macchinette. Vedi quei gesti meccanici, il continuo tentativo di vincere che non porta a nulla, se non a sofferenze. E poi non sarebbe la prima volta che scoppia una discussione o una rissa fra chi vince e chi no. Per tutti questi motivi qui le slot sono e rimarranno bandite. Capisco i colleghi che magari le installano per pagarci l'affitto o i dipendenti ma io non ce la faccio, è più forte di me».

Il problema è che le ludopatie hanno costi sociali altissimi: da quelli medici diretti alla diminuzione della performance lavorativa al peggioramento della qualità della vita, senza contare il rischio di perdere il lavoro e di incappare in altri problemi - come l'usura - per pagare i debiti di gioco. Ce n'è abbastanza per non installarle, specie se hai visto coi tuoi occhi persone farsi del male a causa di quei dispositivi luminosi che ti catturano gli occhi e ti bloccano il cervello.

PER APPROFONDIRE: LO SPECIALE TOSCANA NO SLOT

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