Il dolore
429 bis, indaga la procura
È quella della Corte dei conti, il fascicolo dopo il rapporto dell’Autorità anti-corruzione
EMPOLI. Piove sul bagnato. Un bagnato troppo italiano per riuscire a stupirsi di fronte a un’opera non conclusa dopo otto anni dall’avvio dei lavori e con la spesa che è esplosa e alla fine sarà triplicata rispetto a quanto previsto. Dai 43 milioni iniziali ai 100 attuali e a 120 per arrivare in fondo. A gennaio 2015 si presenta così la situazione dell’appalto per la 429 bis nel tratto Empoli-Castelfiorentino portata avanti dalla Provincia e finanziata dalla Regione. Dopo otto mesi dal commissariamento da parte della Regione e con i nuovi lavori ancora in standby, arriva l’ultimo tassello dello scandalo: la procura della Corte dei Conti ha deciso di aprire un’indagine. Un atto che era abbastanza atteso dopo le conclusioni del rapporto stilato a primavera dall’Autorità anti-corruzione per i lavori pubblici. Che aveva delineato un quadro abbastanza preciso di responsabilità rispetto alla lievitazione dei costi. Dal Rup (Responsabile unico del procedimento) ai progettisti. E che, nel complesso rileva «possibili conseguenze per il pubblico erario».
Tra l’altro, su richiesta di Forza Italia, è in corso anche un’indagine conoscitiva in Regione (viene portata avanti da parte della settima commissione). Proprio nella ultima audizione è stato sentito l’assessore al bilancio della Provincia Tiziano Lepri che ha ripercorso le fasi di questo appalto disgraziato. «Le difficoltà sono sorte fin da subito - ha spiegato l’assessore - dopo soli due anni l’azienda vincitrice dell’appalto, la Ics Grandi lavori, ha accampato riserve per oltre il 50% dei lavori». In sostanza ha chiesto una revisione dei costi per le opere fornite pari a 26 milioni.
E qui la vicenda diventa estremamente complicata. Viene nominata una commissione che riconosce il 90% delle richieste dell’azienda (22 milioni). La Provincia, però, non accetta la proposta della commissione e si apre una causa civile. A fine 2011 si arriva a una transazione da 17 milioni che prevede un accordo tombale con cui l’impresa rinunciava a qualsiasi altra pretesa.
«La discussione verteva - ha spiegato l’assessore Le pri - sul prezzo di un milione di metri cubi di materiale inerte». L’oro di ogni lavoro stradale. Il capitolato prevedeva una spesa di di 5,19 euro al metro cubo e con la transazione si arrivava a a pagare il materiale di riempimento 14,5». Il rapporto con la Ics Grandi lavori riprende nel 2012. Ma nel 2014 vengono fuori nuove criticità. «L’impresa - ha detto all’ultima audizione Tiziano Lepri - ha ripreso a iscrivere riserve per 40-50 milioni». A metà del 2014 il collegio di vigilanza (con Comuni interessati, Provincia e Regione) ha deciso la rescissione del contratto. Questo «anche perchè la Provincia era in fase di dismissione - ha aggiunto Lepri - e per noi più che attraverso il commissario, doveva essere la giunta regionale a prendersi in carico quest’opera».
Nello stesso tempo si è mossa l’Autorità anti-corruzione . Che contesta «incongruenze nella documentazione progettuale e di gara rispetto all’approvigionamento degli inerti». In sostanza il prezzo del materiale di riempimento è triplicato perché gli acquisti sono stati fatti in cave sul libero mercato e non della zona, vale a dire di prestito per l’opera. Questo perché la Provincia, in seguito a una valutazione sull’impatto ambientale, escludeva il ricorso a questo tipo di approvvigionamento . L’Autorità aggiunge anche che «durante l’esecuzione dei lavori sono state evidenziate carenze progettuali» che sono state contestate alla Technital che ha realizzato il progetto e che «hanno fatto aumentare l’importo contrattuale del 50% ». A quanto riportato si va dalle «carenze delle indagini geologiche, alla mancata conformità allo stato dei luoghi, all’esproprio di ulteriori aree, alle autorizzazioni idrauliche da acquisire. E infine alle problematiche di accessibilità ai fondi e alla mancata valutazione di interferenze con servizi ed edifici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
