Un bando per otto case popolari con più paletti per gli stranieri
Al via l’iter per l’assegnazione degli spazi nell’ex scuola di Castelnuovo, ecco come fare domanda Altri 23 alloggi tra Montaione e Cambiano pensati per anziani, divorziati e per donne sole con figli
CASTELFIORENTINO. Un bando per l’assegnazione di otto nuove case popolari, con parametri più stringenti per gli extracomunitari (vengono privilegiati coloro che vivono in Italia da almeno 5 anni). Due progetti da 1,7 milioni di euro complessivi già approvati per la realizzazione di 23 alloggi. Publicasa e Comuni provano a spingere sull’acceleratore per dare risposte all’emergenza abitativa nell’Empolese Valdelsa, anche se c’è comunque – come sempre – da fare i conti con la burocrazia che finisce - puntualmente - per allungare i tempi.
Ex scuola. I lavori nell’ex scuola di Castelnuovo d’Elsa sono in dirittura d’arrivo (il cantiere sarà completato nel mese di marzo). Si tratta di un intervento da un milione di euro, finanziato da Regione e Stato. Gli alloggi (un monolocale, quattro bilocali e un trilocale) sono dislocati su due piani.
A chi toccano. Poiché i soldi sono arrivati anche dallo Stato, non è stato possibile attingere dalle graduatorie esistenti per l’assegnazione, ma è stato pubblicato un nuovo bando dall’Unione dei Comuni, sulla base dei criteri previsti dalla normativa nazionale, diversi da quelli fissati dalla Regione (che comunque ben presto si dovrebbe adeguare). In particolare per quanto riguarda l’assegnazione agli extracomunitari . Per presentare la domanda, è richiesto, oltre al permesso di soggiorno, anche «lo svolgimento di regolare attività di lavoro subordinato o autonomo». In caso di parità di punteggio viene data la priorità, nell’ordine, chi ha il reddito più basso, la giovane coppia, anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio e - ed è questa la principale novità - gli stranieri residenti da almeno dieci anni in Italia o da almeno cinque anni in Regione.
Le domande. La documentazione va spedita con raccomandata entro il 10 marzo all’Unione dei Comuni in piazza della Vittoria a Empoli o consegnata a mano al Comune di Castelfiorentino. Il bando e la modulistica sono disponibili su www.empolese-valdelsa.it.
Il rischio. Le case saranno pronte tra due mesi, in contemporanea con la scadenza per la presentazione delle domande. La procedura (graduatoria provvisoria, ricorsi, graduatoria definitiva, assegnazione) andrà avanti ancora per alcuni mesi. Gli uffici cercheranno di accelerare, ma inevitabilmente, anche stavolta, gli alloggi resteranno vuoti per mesi, quando ci sono centinaia di famiglie in attesa di una casa popolare.
Gli altri alloggi. Il Comune di Castelfiorentino ha anche approvato il progetto esecutivo di Publicasa per il recupero dell’ex scuola elementare di Cambiano, grazie a un finanziamento regionale di 468mila euro. L’intervento prevede la realizzazione di sette alloggi con posto auto e resede. Altri sedici alloggi saranno costruiti nel blocco A (terzo e quarto piano) di Villa Serena a Montaione. In questo caso il finanziamento della Regione ammonta a 1,2 milioni. «Gli appalti dei lavori di Castelfiorentino e Montaione procederanno in parallelo – spiega il direttore di Publicasa, Lorena Leoncini –. Il nostro obiettivo è concludere i lavori nel 2016». Sono entrambi progetti innovativi che hanno visto la progettazione congiunta di Publicasa e dell’Università di Firenze: «Siamo consapevoli che il sistema dell'edilizia pubblica, così come strutturato e concepito, fatica ad adattarsi alle problematiche e alle criticità che stanno emergendo: uomini divorziati, anziani al limite della non autosufficienza che hanno necessità di servizi e supporto, donne sole con figli, persone comuni che perdono casa e lavoro. Da qui nasce l'esigenza di spazi articolati, flessibili. Ad esempio chi andrà a vivere a Montaione potrà usufruire di tutti i servizi messi a disposizione della struttura, dalla lavanderia, alla mensa, al distretto socio-sanitario. Sarà autonomo e protetto nello stesso tempo. Certo, saranno i comuni associati a stabilire chi andrà ad abitarci, ma la filosofia è quella di prospettare case e metodi di assegnazione diverse da quelle esistenti».
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