Il Tirreno

Empoli

Stop del prefetto a via Nencioni sconfessata l’amministrazione

di Marco Sabia
Stop del prefetto a via Nencioni sconfessata l’amministrazione

Il cartello è già stato sistemato. Ma per l’intitolazione delle strade devono trascorrere 10 anni dalla morte del personaggio, l’ex deportato è deceduto solo 2 anni fa. Il Comune: «Non ci arrendiamo»

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FUCECCHIO. Tra moglie e marito non mettere il dito. Tra Fucecchio e il ricordo di Nedo Nencioni, invece, non mettere la burocrazia. Questo preambolo per dire che è stato bocciato il progetto di intitolare una strada di Fucecchio a Nedo Nencioni, l'uomo che per anni ha raccontato ai giovani gli orrori dei campi di concentramento che aveva vissuto in prima persona. La passata giunta Toni aveva deliberato il progetto che però non ha ottenuto l'ok del prefetto, il quale a sua volta deve udire il parere della Deputazione di storia patria, o, dove questa manchi, della Società storica del luogo o della regione.

Questo secondo la legge n.1188 del 23 giugno 1927, che oltretutto prescrive l'impossibilità di intitolare una strada a persone che non siano scomparse da almeno dieci anni, se non in caso di individui che abbiano fatto qualcosa di veramente significativo per la nazione. E Nencioni è venuto a mancare nel settembre del 2012, per cui dieci anni non sono ancora passati. Per questo dalla prefettura non hanno ritenuto di derogare alla legge, a differenza di altre personalità. E' andata così per Enzo Biagi, che anche a Fucecchio dà il nome ad una piazza, quella nei pressi della piscina intercomunale. Ma Enzo Biagi è conosciuto in Italia e non solo, a differenza dell'ex deportato Nencioni. La prefettura, in tutta evidenza, non ha ritenuto che a Nencioni si dovesse riservare la deroga temporale.

Il cartello, tuttavia, è già al suo posto da molto tempo, a lato di piazza Dina Boncristiani, nella zona di Samo. E' coperto con della plastica nera, anche se qualcuno tempo fa strappò la copertura per motivi non meglio precisati, rivelando l'arcano. Nedo Nencioni era rappresentante dell'Associazione Nazionale Ex Deportati e ultimo reduce dei campi di prigionia tra coloro che nel 1944 vennero presi dalle truppe tedesche nell'Empolese Valdelsa. Per decenni ha raccontato ai giovani, ai ragazzi, agli studenti, cosa erano stati i campi di concentramento. Da sempre accompagnava gli studenti in visita a Mauthausen, lager in cui arrivò l'11 marzo 1944 deportato insieme al padre. Nencioni era numero di matricola 57302 e prigioniero politico. Era stato preso dopo lo sciopero generale del marzo 1944 a Empoli, paese dove si era trasferito da Livorno per sfuggire ai bombardamenti. Nel gennaio Nencioni 2010 era stato insignito della medaglia d'onore concessa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'assessore alla viabilità Alessio Sabatini non ha nascosto tutta la sua delusione: « E' ovvio che siamo delusi, perchè ci speravamo tutti, tanto che avevamo già piazzato il cartello. Probabilmente abbiamo messo il carro davanti a buoi ma non ci arrendiamo e riproveremo presentando motivazioni migliori affinché si ottenga ciò che Nencioni merita per tutto quello che ha fatto in vita, specie per le nuove generazioni». La burocrazia colpisce ancora.

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