Il Tirreno

Empoli

Partite Iva, per oltre mille scatta l’aumento delle tasse

di Marco Pagli
Partite Iva, per oltre mille scatta l’aumento delle tasse

Questo il “regalo” della legge di stabilità: l’aliquota passa dal 5% al 15% Decadono anche i benefici legati ad età e durata del regime minimo

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EMPOLI. C'è chi lo definisce “sfigato”, chi tenta di blandirlo (specie se in campagna elettorale) e chi – molti, in realtà – si limita a sfruttarlo. Ma il nuovo ostacolo sulla strada del popolo delle partite Iva, o comunque di buona parte di questo gigante dalle mille anime, si chiama innalzamento delle tasse. Dal primo gennaio di quest'anno, infatti, scatta l'aumento dell'aliquota per il regime dei minimi, oltre al passaggio dell'aliquota ordinaria al 29%. A far parlare di tradimento da parte del governo Renzi, che tanto ha attinto da quel bacino, sono proprio le novità in materia di minimi. Chi, infatti, aprirà una nuova partita Iva con un fatturato ridotto passerà da una tassazione del 5% ad una del 15%. Sul territorio si calcola che di qui a due anni circa duemila partite Iva, aperte con il regime agevolato, si vedranno innalzare il prelievo del dieci per cento. Mentre tra le nuove aperture, almeno cinquecento delle oltre mille che si stima possano essere fatte anche quest'anno riceveranno un “benvenuto” di ingresso molto più salato rispetto al passato.

I cambiamenti sono tanti e andranno a rivoluzionare un universo che negli ultimi anni ha subito grandi trasformazioni. L'aliquota forfettaria al 5% era stata introdotta negli anni scorsi per le giovani partite Iva, cioè under 35 anni, che avevano un fatturato inferiore ai 30mila euro. La durata era fissata in cinque anni: al superamento del limite di età o della durata, la partita Iva decadeva e si doveva rinnovare con il regime ordinario. Il provvedimento aveva l'obiettivo di tutelare i nuovi lavoratori autonomi, dando loro un po' di tempo a disposizione per far partire e stabilizzare la propria attività in un periodo di crisi prolungato così difficile. Con la legge di stabilità 2015 lo scenario cambia. Intanto l'aliquota minima, come detto, viene innalzata al 15%. Decadono poi sia i limiti di età, che la durata massima del regime minimo. Insomma, chiunque può aprire una partita Iva agevolata e mantenerla senza soluzione di continuità fintanto che rimanga sotto una determinata soglia.

E qui interviene un altro cambiamento. Se finora, infatti, il tetto era comune per tutti, adesso i limiti di ricavo sono diversificati in base alla tipologia di attività: in questo modo per alcuni andrà meglio e per altri peggio. Altro nodo riguarda il minimale contributivo, che prima era fissato a 3.300 euro mentre d'ora in poi andrà in base a quanto si fatturerà. Stando ai dati del Dipartimento delle Finanze, negli undici comuni al 2013 c'erano poco più di 2mila partite Iva che stavano sotto alla soglia dei trentamila euro di fatturato. Queste nel giro di due anni, e cioè allo scadere dei cinque anni previsti, si vedranno applicare la nuova aliquota rialzata. Inoltre, rimanendo alle stime del dipartimento del ministero dell'Economia, nell'Empolese Valdelsa il trend annuale delle nuove aperture oscilla tra 1.300 e 1.500 accensioni. Numeri, questi, che se verranno confermati nell'anno appena iniziato condurranno centinaia di nuovi autonomi “minimi” a sottostare ad una contribuzione maggiorata del 10%. Nel frattempo, come accennato, verrà alzata la contribuzione anche per tutti gli altri autonomi che non rientrano nel regime dei minimi. Il rincaro prevede un aumento progressivo che dal 27% di due anni fa arriverà al 33% nel 2018. Da gennaio di quest'anno, dopo un primo ritocco nel 2014, la tassazione passerà al 29%.

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