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Legambiente e Wwf si schierano per il Centro del Padule

Marco Sabia
Il Centro di ricerca (foto d'archivio)
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Il Centro di ricerca (foto d'archivio)

A Fucecchio, contro gli attacchi recenti, le due associazioni sono convinte della validità del progetto e sottolineano i successi che ha avuto

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FUCECCHIO. Dopo le tante critiche al Centro di Ricerca del Padule è arrivata anche una voce a favore: è quella di Legambiente Valdera e Wwf Pisa, che parlano di fuoco incrociato ingiustificato nei confronti del Centro, messo in dubbio per questioni di consenso politico.

« Da un po' di tempo - si legge nella nota congiunta - leggendo la stampa locale, sembra di assistere ad un nuovo sport: il fuoco incrociato sul Centro di Ricerca, Documentazione, Promozione del Padule di Fucecchio. Dalle associazioni di “padulani” ai cacciatori, dall’ex proprietario del terreno sino agli Enti Locali - che dovrebbero essere i primi a garantire supporto alla struttura e che invece diventano i critici più accesi, fino addirittura a togliere anche il modesto sostegno economico – si è scatenata un’ondata di attacchi verso questa struttura di Castelmartini, con la speranza più o meno esplicita di vederne la fine e la definitiva chiusura. Ma di quali “peccati e malefatte” si sarebbe macchiato in questi ormai 24 anni di vita e di progressivi successi il Centro di Documentazione del Padule?».

Le due associazioni poi iniziano ad elencare i successi che - secondo loro - il Centro ha conquistato: il contributo fondamentale alla gestione della riserva provinciale; la creazione di progetti per la fruizione dell'area umida; la collaborazione col mondo dell'università per la realizzazione di accurati studi scientifici; l'educazione ambientale tramite visite e corsi e l'aumento della fauna all'interno della riserva. E allora perché - si chiedono le due associazioni ambientaliste - questa levata di scudi contro il centro?

« Magari in molti pensavano (o speravano) che – come molti altri “enti- carrozzone” che vivacchiano spendendo denaro pubblico spesso senza riscontro significativo – il Centro sarebbe andato avanti qualche anno, magari con qualche azione “di facciata” e poi a poco a poco sarebbe scemato nel nulla. In questi anni il Centro ha dimostrato con fatti concreti (non con chiacchiere o discorsi da bar ) che investendo poche risorse pubbliche se ne possono attivare molte altre e che la salvaguardia dell’ambiente può davvero diventale un volano di occupazione e di promozione del territorio. E quella Riserva naturale del Padule, così ben gestita e ricca di flora e fauna palustre, sta lì a dimostrare che la “retorica del padulano” - per la quale gli unici in grado di gestire un’area umida sarebbero appunto i cacciatori che la frequentano - è appunto una affermazione priva di fondamento. Ci viene il sospetto che, in questo strano smarcarsi dal Centro di Ricerca da parte degli Enti Locali e della Provincia di Pistoia, ci sia soprattutto da saldare un tributo, in termini di consenso elettorale, al mondo venatorio dei “padulani”».

 

 

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