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Scommesse non autorizzate, sequestri in sette sale

La sede del commissariato a Empoli (foto d'archivio)
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La sede del commissariato a Empoli (foto d'archivio)

Tra queste ce ne sono anche tre situate a Fucecchio, Empoli e Certaldo

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EMPOLI. Sequestrate le attrezzature a sette sale scommesse in tutta la provincia, tra queste ce ne sono anche tre nel nostro territorio. Le scommesse, da quanto ha ricostruito la polizia, venivano trasmesse all'estero senza alcuna garanzia per l'utente o possibilità di controllo delle autorità italiane.
A conclusione di una attività investigativa, la polizia ha sequestrato le attrezzature di 7 sale scommesse, ubicate nella provincia di Firenze. I provvedimenti di sequestro sono stati emessi dal gip David Monti su richiesta del procuratore aggiunto Francesco Pappalardo.

I commissariati di Empoli e Sesto Fiorentino, e le stazioni carabinieri di Fucecchio, Certaldo e Figline Valdarno, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro delle attrezzature delle sale situate nei rispettivi territori di competenza.
Questa attività è il risultato dell'azione di contrasto del gioco illegale disposta dal questore Raffaele Micillo che già a luglio dello scorso anno aveva visto la divisione polizia amministrativa e sociale eseguire il sequestro delle attrezzature di altre cinque sale giochi ubicate nel territorio comunale di Firenze. I controlli hanno permesso di verificare che i sette gestori interessati, pur non avendo la licenza del questore, ai sensi dell'articolo 88 del testo unico delle legge di pubblica sicurezza, hanno avviato l'attività di raccolta scommesse.

Si tratta di sale scommesse non autorizzate perché in collegamento con allibratori stranieri privi di concessione italiana. Attraverso collegamenti internet le scommesse vengono trasmesse all'estero e pertanto non c'è alcuna garanzia per l'utente italiano, né alcuna possibilità di ispezione o di intervento sulle transazioni da parte di autorità o organi di controllo italiani.
Le sale scommesse sottoposte a sequestro erano in collegamento con allibratori che hanno sede a Malta e in Austria, ciascuno con modalità di pagamento delle vincite diverso e spesso non chiaro agli stessi scommettitori che, eventualmente, non possono rivolgersi all'autorità italiana in caso di contenzioso. Senza contare che le società estere non versano all'erario italiano la tassazione dovuta.
 

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