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Scoppia la guerra dei panni stesi nel borgo alto

Marco Sabia
Panni stesi nel centro alto di Fucecchio
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Panni stesi nel centro alto di Fucecchio

Testai (Forza Italia): «È degrado». Cripezzi (Sinistra): «Non tutti possono permettersi un’asciugatrice»

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FUCECCHIO. Volano gli stracci - o i panni - fra i consiglieri d'opposizione Simone Testai (Forza Italia) ed Emanuele Cripezzi (Fabrica Comune - La sinistra): oggetto del contendere una foto - diffusa su Facebook - nella quale si vede una serie di panni stesi ad asciugare nel centro storico, agganciati a un’edificio di proprietà pubblica. Testai parla di degrado, Cripezzi risponde puntualizzando che non tutte le famiglie possono permettersi un'asciugatrice, specie se vivono in vecchie case piene d'umidità e non hanno i soldi per comprare tale elettrodomestico. Testai oltretutto ha lanciato un'accusa all'amministrazione comunale rea - secondo lui - di non aver fatto nulla in sette mesi per migliorare la vivibilità di quest’area.

«Scorrendo le pagine di Facebook - ha sottolineato Testai - sono rimasto basito, come cittadino e consigliere comunale, nel veder degradato uno degli scorci più suggestivi del nostro centro. In sette mesi di governo mi sembra che da questa amministrazione non sia stato fatto niente per migliorare l’aspetto e la vivibilità nella parte antica della città, fatta eccezione per l’installazione dei gonfiabili nella piazza dell’ospedale, salvo rimuoverli dopo una settimana, accortisi che il mese di dicembre non è l’ideale per i giochi all’aperto. Permettere situazioni come quella pubblicata su Facebook dà una pessima immagine della nostra città. Per questo motivo ho voluto approfondire la questione e sono rimasto doppiamente meravigliato che la “stenderia” del bucato avverrebbe addirittura in un' area pubblica, e che la polizia municipale nei mesi scorsi, ed anche di recente, abbia trasmesso agli uffici comunali una circostanziata relazione alla quale però, evidentemente, non ha avuto seguito alcun provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi». Cripezzi, che non era il bersaglio dell'attacco e che non è certo un acceso sostenitore della giunta Spinelli, gli ha voluto comunque rispondere: «Il messaggio da lui rilanciato ha il preciso obiettivo di screditare e squalificare il borgo, puntando il dito contro chi, magari, vive in abitazioni molto vecchie, con tassi di umidità altissimi e magari non proprio nelle condizioni di potersi permettere una asciugatrice ma soprattutto una bolletta della luce da capogiro. Chiedo al consigliere di riflettere per qualche secondo in più sull'importanza che può avere nel bilancio familiare la bolletta della luce per l'acquisto di una eventuale asciugatrice. E con un eventuale sforzo, magari, comprendere la natura ecologista di certe usanze e tradizioni antiche. L'auspicio è che si possa arrivare in tempi brevissimi ad un confronto “umano” su certe questioni di costume, folkrore e tradizione popolare; perché l'intolleranza etnica è stata anche a Fucecchio una grave piaga che ha colpito in passato altri gruppi di persone, spesso in maniera irrimedialmente faziosa e ostracista. Migliaia di cittadini che negli anni passati venivano bollati come “terroni” hanno contribuito, e continuano a farlo, per il progresso della nostra bella città».

La foto ha fatto discutere molto, anche con toni forse troppo accesi. Pro e contro si sono scagliati uno contro l'altro, compresi gli stessi abitanti della parte "insuese" di Fucecchio.

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