Sicurezza
Spinelli: «I padulani vanno ascoltati di più»
FUCECCHIO. Non si placano le polemiche sulla questione del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio. Stavolta è il turno del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, che si è detto...
FUCECCHIO. Non si placano le polemiche sulla questione del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio. Stavolta è il turno del sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, che si è detto favorevole a dare maggiore spazio alle associazioni del territorio, soprattutto quelle che rappresentano coloro che vivono il Padule, i cosiddetti padulani, quelli che organizzarono una manifestazione (non autorizzata) contro l'attuale gestione del Centro, ritenuta sorda alle richieste di chi vive in Padule.
Spinelli, che sarà parte del nuovo consiglio d’amministrazione che è in attesa d'insediarsi, si è dimostrato a favore delle rivendicazioni dei padulani: «Chi vive in Padule andrebbe ascoltato di più. Invece qui quando proviamo a fare qualcosa di nuovo per migliorare la situazione si muovono delle gigantesche lobby attaccate allo status quo».
«Io non voglio che il Centro chiuda, però è necessario cambiare la situazione perché oggi come oggi quest'area è intoccabile. E non è giusto. Oltretutto fino a poco tempo fa di questa struttura non interessava niente a nessuno mentre ora si è mosso il mondo per darci addosso».
Entro la fine di gennaio il nuovo consiglio d'amministrazione dovrà nominare il presidente e poi intraprendere le tanto sbandierate riforme dello statuto. Allo stato attuale il cda è composto - per la parte pubblica - da Fucecchio, Cerreto Guidi, Pieve a Nievole, Monsummano e dalla Provincia di Pistoia e per la parte privata dalle associazioni ambientaliste, quelle venatorie, il mondo dell'università e dai proprietari terrieri.
Non ci sono più i Comuni di Larciano, Ponte Buggianese e Lamporecchio, fuoriusciti in chiara polemica con l'attuale gestione del Centro.
Ogni Comune versa una quota annuale di 1.500 euro mentre la Provincia di Pistoia ne verserà cinquemila, annullando però l'altro finanziamento - di circa quarantamila euro - per la gestione della riserva naturale. Le associazioni, invece, se la cavano con cento euro annui. (m.s.)
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