Gioco
Quasi 150 chilometri di tubature in amianto nell'Empolese Valdelsa
L’11% della rete idrica del circondario è costruita col materiale cancerogeno. La situazione più critica a Empoli, scatta il monitoraggio. Faenzi: «Giusto indagare, dobbiamo capire se ci sono rischi per i cittadini»
EMPOLI. Su 1.325 chilometri di tubature nel circondario circa 146 sono fatti di cemento-amianto. A livello percentuale siamo sull'11%, con Empoli fanalino di coda (30,50%) e Montaione a capo dei virtuosi, visto che non presenta tubature di questo tipo. I dati provengono da un report diramato dall'autorità idrica toscana, che ha snocciolato i dati per ogni Comune toscano. Questo perché, ad oggi, non esiste uno studio che attesti con certezza la pericolosità dell'amianto ingerito con l'acqua potabile, a differenza di quanto tristemente si sa per l'amianto inalato e respirato.
Per questo la situazione viene monitorata, visto che non è chiaro se le fibre d'amianto - staccatesi dalle tubazioni e veicolate dallo scorrere dell'acqua - una volta ingerite possano essere dannose per la popolazione. Nei Comuni dell'Empolese-Valdelsa come anticipato in testa alla speciale classifica c’è Empoli, che su 236,50 chilometri di tubazioni ne ha 72,14 in cemento amianto, circa il 30%. A seguire Montelupo con il 16,43 % (11,95 chilometri su 72,74 in amianto) e Fucecchio (dove il problema è stato sollevato dai Cinque Stelle), che si attesta al 16,38 %, con 20,68 chilometri in fibrocemento su 126,21 totali. A seguire Gambassi (12,59%), Vinci (11,61%), Castelfiorentino (8,96%) e Capraia e Limite (3,32%). Sul fondo della classifica - ma stavolta è meglio così - Montespertoli (1,36%), Certaldo (0,16%), Cerreto Guidi (0,08 %) e Montaione, che non presenta tubature in amianto, unico caso nel circondario.
[[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.10612452:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10612452:1652154892/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La stragrande maggioranza della rete è gestita da Acque Spa, salvo pochi chilometri di Publiacqua (che sono privi di amianto) tra Certaldo, Montespertoli, Montaione e Capraia e Limite. Probabilmente che Empoli si trovi in cima alla classifica è dovuto al fatto che si è sviluppato prima rispetto agli altri Comuni, anche per quanto riguarda la rete idrica e pertanto presenta materiali più vecchi. Le tubazioni in cemento amianto, che spesso sono le più vetuste, possono essere "rovinate" dall'azione corrosiva dell'acqua, specie quando questa è aggressiva e non incrostante. Quando è incrostante, invece, deposita carbonato di calcio (il calcare) che finisce per "rivestire" il fibrocemento preservandolo dall'azione costante dell'acqua, che pertanto non "fessurizza" il tubo non minandone l'integrità strutturale.
In poche parole, se la tubazione rimane integra, si ritiene ad oggi che non rilasci fibre, diversamente da quando avviene la cosiddetta "fessurazione". Su questo, comunque, non c'è al momento unità di pensiero nel mondo scientifico. Il fibrocemento è composto per un 80-90% di cemento e per un 10-20% di amianto ed è bandito in Italia dal 1992. Rimane difficile e complicato da maneggiare quando viene sostituito con nuovi materiali per le tubazioni, in quanto servono particolari misure di sicurezza.
A fine 2014 si sono svolti alcuni incontri in Regione per sviluppare il programma di attività sulla questione. La stessa Organizzazione mondiale della Sanità non ha ritenuto necessario prevedere linee guida per la presenza di fibre d'amianto nell'acqua potabile. A tale parere si è accodato anche l'Istituto Superiore di Sanità, aggiungendo che - man mano che si sostituiscono tali manufatti - lo si faccia con materiali privi di amianto. Sebbene il rischio sia molto esiguo, riguarda comunque il consumo quotidiano di acqua potabile e pertanto l'intera popolazione. Per questo molti studiosi ritengono che la situazione vada approfondita ulteriormente.
«Non c'è un dimostrato pericolo però è anche giusto indagare come ha fatto l'autorità idrica toscana. Bisogna capire se ci può essere un impatto anche minimo sulla salute o se rimane soltanto un discorso emotivo dovuto alla paura che la parola amianto genera nelle persone». Esordisce così Giancarlo Faenzi, vicepresidente di Acque spa, la società che gestisce quasi in toto la rete idrica dell'Empolese-Valdelsa (ad esclusione di piccole porzioni nelle mani di Publiacqua).
«Ad oggi - continua - le tubazioni vengono sostituite in base alla loro vetustà, cioè se sono vecchie. E non perché sono di cemento amianto o meno. Non c'è una priorità dettata dall'amianto, questo perché non abbiamo evidenze scientifiche che ingerirlo con l'acqua sia pericoloso come inalarlo o respirarlo».
In poche parole Acque sta continuando man mano a sostituire quelle parti di condutture che non sono più idonee, magari in quanto troppo "anziane".
Non è certo prevista - ad oggi - la conversione in toto della rete idrica con materiali più nuovi, come il polietilene o l'acciaio, al momento l'ultima frontiera in questo campo. Viene effettuata quando serve l'ordinaria manutenzione, partendo dai tubi più logori. La speranza è che, come ribadisce l’ex sindaco di Vinci Giancarlo Faenzi, ripartano gli investimenti nel ramo delle forniture idriche: «Mi auguro che si sblocchino gli investimenti - ha concluso - specie in questo ambito. Bisogna trovare le risorse per investire e rinnovare la rete, ovviamente senza far pagare il rinnovamento agli utenti in bolletta». <QM>
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
