Il Tirreno

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Caccia ai misteri etruschi nascosti a Certaldo Alto

Giacomo Bertelli
Una veduta dal vecchio borgo di Certaldo Alto
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Una veduta dal vecchio borgo di Certaldo Alto

Il 2015 si preannuncia come l’anno dei nuovi scavi sull’antico poggio di Boccaccio Le ultime indagini 50 anni fa: sotto via del Castello furono trovati dei cunicoli

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CERTALDO. Il 2015 sarà l'anno di nuovi scavi al poggio di Boccaccio. In attesa di notizie ufficiali pare che la Soprintendenza abbia messo nuovamente gli occhi a Certaldo sul poggio ma anche sull'antico sito che ospitava il tabernacolo dei Giustiziati dipinto da Benozzo Gozzoli, nella parte bassa del paese, adiacente al ponte dell'Agliena.

Gli ultimi studi legati al Poggio di Boccaccio hanno circa cinquant’anni e risalgono al dicembre 1964; portano la firma del professore, scomparso in questi mesi, Socrate Guerrieri. La sua relazione indicava la presenza di una necropoli etrusca, ma gli scavi furono improvvisamente interrotti. Curiosa è la forma dei due colli adiacenti al borgo alto. Oltre al poggio di Boccaccio tipicamente trapezoidale, che fa pensare ad una natura artificiale, c'è il “gemello”, il Poggio delle Fate che pare aver avuto la funzione di silos in epoca romana.

Probabilmente il colle dove ora sorge Certaldo Alto era già abitato da decine di epoche, forse era addirittura un piccolo villaggio nell’epoca etrusca. Il Poggio di Boccaccio potrebbe celare una clamorosa scoperta. Se fosse di natura artificiale nel corso dei secoli la vegetazione potrebbe aver ricoperto, secondo alcuni studiosi, persino i primi esempi di piramide etrusca. Ma non solo colline artificiali che celano segreti. Con il 2015 sono trascorsi 50 anni dagli ultimi studi legati ai cunicoli e alle gallerie che si trovano sotto Certaldo Alto e che potrebbero regalare agli archeologi delle straordinarie sorprese.

Una storia che ancora oggi continua a far parlare e affascina per il suo mistero. Gli accessi alle gallerie si troverebbero in molteplici punti del borgo: pozzi d'acqua, botole nascoste in scantinati, piccole aperture nel terreno e una sorta di passaggio addirittura sotto alle fondamenta di Palazzo Pretorio.

Il 21 settembre 1965, come raccontano i documenti del professor Socrate Guerrieri, ci fu una ricognizione preliminare del pozzo di via del Castello, dove si accedeva da una cantina di proprietà di Francesco Matteuzzi. Due giorni dopo, grazie alla collaborazione del primo cittadino e l'assistenza dei vigili del fuoco, vennero svuotati completamente dall'acqua i vecchi locali.

Due pompe di acqua estrassero 190mila litri di acqua dalle 9 fino alle 13.30. I presenti si trovarono di fronte all'imbocco di una galleria formata da un solido arco di mattoni: una larghezza di 80 centimetri, alta oltre 2 metri e un percorso pianeggiante. Una scoperta che però durò solo pochi minuti, perché l'acqua stava tornando a salire e non consentiva una permanenza prolungata nella galleria. Gallerie che risalgono probabilmente al periodo degli Etruschi che usarono un sistema di cunicoli per il drenaggio delle falde acquifere.

Anche Giovanni Boccaccio parla più volte, nel Filocolo, delle acque del colle di Certaldo Alto. Un mistero quindi da risolvere che, rispetto agli strumenti di allora, potrebbe portare nuove soluzioni e sciogliere così quei dubbi che si celano sotto le fondamenta del borgo alto.

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di Redazione web