Il Tirreno

Empoli

EMERGENZA ABITATIVA

A rischio sfratto decine di famiglie, il governo non concede la proroga

di Rino Bucci
Inquilini sfrattati manifestano in piazza   (foto d’archivio)
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Inquilini sfrattati manifestano in piazza (foto d’archivio)

Lo stop alle esecuzioni per finita locazione andava avanti dal 2007 e tutelava i nuclei a basso reddito Il sindacato inquilini: «Un problema che si aggiunge alla piaga delle morosità. Intervenga il prefetto»

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EMPOLI. Niente proroga per gli inquilini che hanno ricevuto uno sfratto per finita locazione. Non accadeva dal 2007. Ironia della sorte, è il decreto Milleproroghe, di recente approvato dal governo, a sentenziare questa amara novità per chi viveva da anni tra quattro mura che ormai chiamava «casa». Il rinvio agli sfratti era considerato quasi una prassi; veniva concesso ai nuclei familiari che dichiaravano un reddito inferiore ai 27mila euro e rappresentava un modo per dare un po’ di respiro agli affittuari.

I sindacati degli inquilini sono già sul piede di guerra, alla ricerca di soluzioni per evitare che, con la fine delle vacanze natalizie, inizino le esecuzioni degli sfratti. Anche perché questi provvedimenti si vanno ad aggiungere a quelli, più numerosi, per morosità che riguardano famiglie disagiate, anziani, o single che non riescono più a pagare un affitto. «Siamo davanti ad un problema che si aggiunge ad un altro problema - dice Franco Belli, responsabile del Sunia per l’Empolese Valdelsa - il che ci dà la prova di come non esista in Italia una politica degli affitti. Nei giorni scorsi abbiamo letto addirittura che Confedilizia si è rallegrata per questo blocco. Io penso, invece, che in questo momento ci sia ben poco da esser felici».

I numeri. Nel circondario dell’Empolese Valdesa sono circa quaranta i nuclei familiari che rischiano di restare fuori di casa per colpa dello stop decretato dal Milleproroghe. «Un numero non esorbitante se prendiamo in considerazione gli sfratti in esecuzione per morosità e che sono all’incirca 300 - continua Belli - ma comunque siamo davanti ad un disagio che si aggiunge ai tanti problemi che affliggono il comparto delle politiche abitative». Siamo ben lontani dai numeri della vicina Firenze dove in un solo mese si potrebbe arrivare a vedere eseguiti 90 sfratti. Il decreto del governo parla chiaro: sono state cancellate le proroghe portando a 446 milioni i fondi per gli affitti e la morosità incolpevole.

«A disposizione della comunità - spiega il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli che ha la delega alla casa nell’Unione - ci sono diverse soluzioni tampone ma che potrebbero riguardare più chi si ritrova alle prese con uno sfratto per morosità. La prima è il cohousing, un immobile da condividere in un tempo breve e aperto agli indigenti. Il consiglio poi, è quello di rivolgersi ai vari sportelli casa che sono sparsi sul territorio dell’Empolese Valdelsa e dove i cittadini vengono informati sulle possibilità messe in campo dal circondario». L’altra strada sono gli alloggi Erp a cui si accede tramite graduatoria. «Su questo punto però stiamo in guardia perché l’emergenza abitativa è la conseguenza di una crisi economica che ha generato anche dei costumi non proprio leciti», continua Spinelli. Per questo motivo, per esempio a Fucecchio l’ufficio Urp lavorerà non più alla compilazione degli Isee ma all’incrocio dei dati della documentazione di chi richiede un all’alloggio pubblico.

Tracciare l’identikit di chi rischia di rimanere senza un tetto per colpa del Milleproroghe è abbastanza semplice da delineare. «Si tratta di famiglie che sono arrivate alla fine di un contratto - continua il responsabile del Sunia - che non verrà rinnovato. I motivi sono semplici: spesso i proprietari degli immobili decidono di intestarli ai loro figli per garantirgli un futuro o scelgono altri inquilini anche se è più difficile». In questi ultimi anni, infatti, si registra anche un’inversione di tendenza. «Chi ha stipulato un contratto con degli inquilini affidabili - continua Belli - è disposto alla scadenza del contratto anche a rivedere il contratto al ribasso pur di non perderli. A volte, cercare altre persone può rappresentare un salto nel buio».

Per tentare lo sblocco dell’impasse ed evitare che dal 10 gennaio inizino le esecuzioni degli sfratti per finita locazione il Sunia cercherà di ottenere l’intervento del prefetto di Firenze Luigi Varratta che con un decreto potrebbe consentire la proroga dei termini stabiliti dal governo. «Non rappresenta la soluzione finale - dice Belli - ma potrebbe essere quantomeno una boccata d’ossigeno per una quarantina di famiglie».

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