La manifestazione
Ucciso a botte dopo la rissa
Un uomo di 47 anni massacrato durante la festa di Capodanno, in fin di vita un amico
CERRETO GUIDI. Erano da poco passate le tre di notte e con loro se n’era andato anche il 2014. Al primo piano del club “Al Jawhara”, un prefabbricato nella zona industriale di Stabbia tra carrozzerie e piccoli capannoni risuonavano canzoni etniche e melodie marocchine mentre poco più sotto si consumava una rissa. E, da lì a poco sarebbe morto un uomo, Noureddine Marzouki (47 anni) clandestino, di Treviso, con qualche precedente . Un suo connazionale di 35 anni, che vive sempre al Nord, invece, riuscirà ad arrivare all’ospedale di Empoli con un grave trauma cranico.
Il 2015 si apre con un fattaccio di cronaca nera in una frazione del comune di Cerreto Guidi. Siamo in un club, un’associazione culturale nata nell’agosto scorso (come la sua pagina Facebook) e che attira come una calamita la comunità marocchina dell’hinterland. Il club si chiama Al Jawhara e nelle sue stanze, dove prima c’era una sala giochi, risuona la musica araba e si fuma nei narghilè.
Ogni weekend un evento dal vivo, così come la sera dell’ultimo dell’anno. Il 31 dicembre il club Al Jawhara apre come da programma alle 23. Arrivano, da un po’ tutte le parti, circa ottanta persone. Al primo piano Jalal Abdou suona il piano e Lehrizi il violino. La sera sembra scivolare via come le altre. Almeno fino alla mezzanotte. Poi, qualcosa va storto. Si discute, probabilmente per futili motivi (sul movente indagano i carabinieri) e scoppia una rissa fuori dal locale, anche se sulla ricostruzione del delitto sono in corso le indagini. Nel mezzo alla rissa c’è Noureddine Marzouki e con lui il connazionale di 35 anni.
L’altro flash riporta all’urlo di una donna che sveglia le persone che abitano in zona. Simone Orlando, un testimone, racconta di aver visto dalla finestra «intorno alle tre» un capannello di persone. Circa una decina. Intorno, ci sono un uomo adagiato sul marciapiede davanti al club e accanto a lui l’amico. Quell’uomo è Noureddine Marzouki e sta agonizzando. La richiesta di intervento ai carabinieri arriva poco prima delle quattro probabilmente ad avvertirli è stato qualcuno all’interno dello stesso club. La chiamata al 118, invece, viene registrata alle 3.58.
Quando le forze dell’ordine arrivano sul posto, però, del capannello che i testimoni avevano visto davanti al locale praticamente non c’è più traccia. I sanitari, invece, trasportano Noureddine Marzouki verso l’ospedale di Empoli (intervengono l’automedica, la Misericordia di San Miniato e la Cri di Santa Croce) ma il marocchino muore durante il trasporto. Gli sono fatali i colpi che ha ricevuto alla testa probabilmente con una bottiglia rotta o un bastone. Sul suo corpo i sanitari scoprono anche altre ferite ma non letali. Il connazionale di Marzouki, anche lui colpito alla testa, viene trasportato invece all’ospedale di Empoli.
Sull’omicidio indagando i carabinieri del nucleo operativo che nella mattinata di ieri hanno interrogato diversi testimoni. Nel frattempo la scientifica ha posto sotto sequestro il club Al Jawhara dove, sempre nella mattinata di ieri, sono stati eseguiti i primi rilievi sia all’interno che all’esterno. Si cerca ogni traccia possibile che possa ricondurre all’identità dell’assassino o degli assassini di Marzouki. Resta anche da capire quale sia stato il movente che ha innescato la reazione violenta. All’omicidio di Stabbia potrebbe collegarsi un episodio avvenuto ad una mezz’ora di distanza ma sulla Fi-Pi-Li dove un marocchino ha chiesto assistenza (con un amico) per poi essere stato trasportato all’ospedale di Lotti. Al personale medico ha riferito di essere rimasto coinvolto in una rissa a Cerreto Guidi. Per poi sparire nel nulla. (ha collaborato Sara Bruni).
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