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Fucecchio, "Pentito di aver donato il terreno per il Centro"

Marco Sabia
Il centro visite di Castelmartini (foto d’archivio)
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Il centro visite di Castelmartini (foto d’archivio)

Questa la convinzione del proprietario che donò il terreno su cui si trova la struttura. E l’associazione Il Padule polemizza: «Nessuna utilità sociale»

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FUCECCHIO. Non si spengono le polemiche sul Centro di Documentazione del Padule, nonostante sia stato nominato soltanto pochi giorni fa un nuovo cda. L'associazione Il Padule, che aveva manifestato contro l'attuale gestione, torna a richiamare le parole di Tony Alfano, colui che donò il terreno per utilità sociale su cui oggi si trova lo stesso centro.

Ecco le sue testuali parole: "Anch'io devo recitare il mea culpa: la sede del Centro visite dove, grazie agli amici degli amici in Provincia e Regione, alberga e imperversa il Centro di documentazione è stato realizzato su un terreno donato dalla nostra azienda alla Provincia. Per erigere una struttura di "utilità sociale"".

"Ho fatto una fesseria - prosegue Alfano - perché nella situazione attuale di socialmente utile c'è veramente poco e farò quindi di tutto per tentare di riparare. Ricordiamoci sempre che il Padule di Fucecchio è riuscito a sopravvivere per molti secoli grazie anche ai contadini, ai cacciatori e ai Comuni, senza i diktat cervellotici dei moderni "guardiani della rivoluzione"".

L'associazione Il Padule, che ha osteggiato le scelte strategiche del centro, lancia un appello affinché non si commettano - a loro modo di vedere - gli errori del passato, basandosi anche sulle parole di colui che quel terreno l'aveva donato. Ci troviamo per l'ennesima volta dinanzi a due muri che si scontrano: da una parte la conduzione "scientifica" del Centro (sostenuta dalle associazioni ambientaliste), dall'altra quella basata su esperienza e tradizione che vorrebbero le associazioni dei padulani e dei cacciatori.

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Per questo, durante l'ultima assemblea, le due correnti di pensiero hanno rischiato pure di scontrarsi fisicamente. Ad oggi la situazione è la seguente: il nuovo cda è composto dai Comuni di Fucecchio, Cerreto Guidi, Monsummano, Pieve a Nievole e dalla Provincia di Pistoia, oltre ai rappresentanti delle associazioni venatorie, ambientaliste, del mondo dell'università e dei proprietari terrieri.

La Provincia di Pistoia ha annullato il finanziamento di oltre quarantamila euro per la gestione della riserva naturale mentre ha confermato la propria quota associativa di circa cinquemila euro. Il nuovo consiglio d'amministrazione avrà durata provvisoria e si occuperà di modificare lo statuto come richiesto dai Comuni rimasti mentre Larciano, Lamporecchio e Ponte Buggianese sono invece usciti come preannunciato più volte.

Non si sa ancora se i due dipendenti del Centro saranno confermati o se verranno licenziati e forse reinseriti come collaboratori, che non è proprio la stessa cosa. Per l' ennesima volta il "bubbone" del Centro è esploso, facendo venire a galla la differenza di vedute abissale tra chi il centro lo gestisce e chi in Padule ci vive. E se oltretutto chi ha donato il terreno per la realizzazione del Centro si pente di ciò che ha fatto allora la situazione si complica ulteriormente.

 

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