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Ecco dove si trova la teca con le ossa di Boccaccio

CERTALDO. Celebrato nel 2013 il settimo centenario del poeta Giovanni Boccaccio si chiude il 2014 a Certaldo con nuove pubblicazioni in arrivo. Il primo appuntamento riguarderà il testamento di...

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CERTALDO. Celebrato nel 2013 il settimo centenario del poeta Giovanni Boccaccio si chiude il 2014 a Certaldo con nuove pubblicazioni in arrivo. Il primo appuntamento riguarderà il testamento di Giovanni Boccaccio, ad opera della dottoressa Laura Regnicoli, che sta lavorando a una tesi di dottorato. In questa pubblicazione ci saranno ulteriori dettagli e notizie a proposito della tomba di Giovanni Boccaccio, che ufficialmente è stata localizzata nella chiesa di San Jacopo e Filippo nel borgo alto dove una lapide bianca ricorda dove riposa il poeta. Ma sulle ossa e la teca che conservano i resti, attribuiti a Giovanni Boccaccio, c'è un affascinante mistero. Su internet un video che risale al 3 novembre 1949 dell'archivio Luce ricorda la celebrazione dell'evento della individuazione dei resti del corpo attribuite al poeta. Il video tratta le onoranze a Boccaccio nella parte alta del paese, coinvolto in questa rievocazione con armigeri, squilli di tromba e l'arrivo da Firenze di un funzionario che chiedeva a Certaldo la teca con le ossa di Boccaccio. Il paese infatti per decine di anni è stato in contrasto con Firenze: Certaldo rivendicava l'origine, il capoluogo invece l'adozione.

Una rievocazione che ha una storia antichissima, cominciata nel 1396, esattamente 21 anni dopo la morte del poeta. E ora la teca che custodiva le ossa attribuite a Boccaccio oggi non si sa dove sia. Dall'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio si spiega che «forse facendo qualche ricerca nella biblioteca e nell'archivio della casa, qualcosa possa emergere». Una ricerca che però, si aggiunge, richiederà molto tempo. La teca potrebbe essere stata seppellita nuovamente nella chiesa di San Jacopo e Filippo, sotto la lapide di Boccaccio, oppure conservata in un altro luogo. Nel 1921 vennero realizzati degli scavi in chiesa e vennero ritrovate delle ossa nel luogo dove era stato sepolto Boccaccio. Fu nominata una commissione di cui faceva parte Domenico Tordi, illustre studioso e collezionista. I lavori terminarono dopo il 1933, anno in cui Tordi se ne andò.

Il convegno dei dotti del 1949 riconobbe ufficialmente il luogo della tomba di Boccaccio, cioè leggermente sopraelevata. Proprio nel punto dove migliaia di visitatori ogni giorno ammirano la chiesa di San Jacopo e Filippo, si troverebbe la lapide sepolcrale del poeta. Ma non tutti gli studiosi si trovarono d’accordo nel riconoscere quelle ossa come quelle di Boccaccio. Come scriveva lo stesso Tordi probabilmente le ossa furono perdute con le riforme di epoca leopoldina, che allontanarono le tombe dalle chiese. Si presume che la tomba del Boccaccio sia stata aperta e le ossa "trasportate e sparse nel cimitero della chiesa priora dei Santi Michele e Iacopo". Ed era stato già Lord Byron che, nei versi del quarto canto del Childe's Harold Pilgrimage del 1818, che aveva denunciato la distruzione della tomba del poeta. E ancora nel 1925 Giuseppe Fontanelli, durante una riunione della società storica della Valdelsa, dimostrò che il teschio attribuito al Boccaccio, proveniva invece dagli scavi rinvenuti nella zona archeologica certaldese. Oggi a noi rimane il mistero di dove sia la teca e del fatto quale sia l’origine delle ossa che erano in quella teca.

(g.b.)

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