Il Tirreno

Empoli

Sgominata la banda dei furti in conceria nella zona del Cuoio

Sabrina Chiellini
Una parte della refurtiva recuperata
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Una parte della refurtiva recuperata

Nessun arresto, solamente denunciate le dodici persone ritenute responsabili di ben nove colpi per un valore di circa settecentomila euro

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FUCECCHIO. Quasi un anno di serrate indagini e alla fine i carabinieri della compagnia di San Miniato sono riusciti a identificare dodici componenti di una banda specializzata nei furti di pellame. Il pubblico ministero Flavia Alemi, della Procura della Repubblica di Pisa, aveva chiesto l’emissione di ordinanze di custodia cautelare per alcuni di loro. Il Gip del tribunale di Pisa, Giuseppe Laghezza, pur concordando con i risultati delle indagini, ha ritenuto che fossero sufficienti misure alternative al carcere o agli arresti domiciliari per scongiurare che la banda possa tornare a colpire. Le dodici persone al centro delle lunghe indagini sono quindi state denunciate per concorso in furto di pellame e per ricettazione. Dovranno rispondere a vario titolo, avendo avuto ruoli diversi, di una serie di colpi, almeno 9, cinque dei quali nella stessa conceria, messi a segno nelle aziende della zona del Cuoio.

Il valore della refurtiva, stando a quanto è stato spiegato dal capitano Antonio Trombetta, comandante della compagnia dei carabinieri di San Miniato, ammonta a circa 700mila euro. Gran parte della merce (per circa 500mila euro ) è stata recuperata. Per tutti gli indagati il gip ha disposto le misure cautelari dell'obbligo di firma o di dimora, per quattro di loro con il divieto di allontanarsi dall'abitazione in orario notturno, dalle 20 alle 8. L'indagine è scattata dopo il rinvenimento di un cellulare durante un sopralluogo di furto in una conceria: i carabinieri sono riusciti con le analisi tecniche a ricostruire gli spostamenti di una banda di insospettabili di cui facevano parte operai conciari, autotrasportatori e due imprenditori titolari di aziende conciarie a Santa Croce, Antonio Palumbo, 57 anni, di San Miniato, e Liberato Riccio, 52 anni, di Fucecchio, entrambi indagati per ricettazione perché nelle loro aziende è stata trovata parte della refurtiva rubata in più furti alla conceria “M2”.

Tra i denunciati ci sono anche meccanici di Montesarchio (Benevento), un pregiudicato di Montecatini Terme, un operaio di Massa e Cozzile e un albanese irreperibile. Il pellame era stato rubato, nel corso del 2013, nelle concerie Antiba, Fric, SagaPell, Stratos e M2, tutte di Santa Croce sull’Arno. Uno degli indagati lavora in quest’ultima conceria e secondo i carabinieri era al corrente dei furti e faceva da intermediario, secondo le accuse. Già a giugno i carabinieri a Lucca avevano arrestato un camionista che aveva trasportato una partita di pellame marchiato Louis Vuitton del valore di 250mila euro, che era stato rubato nella notte alla conceria Antiba a Santa Croce sull’Arno, fino al piazzale di uno spedizioniere della Lucchesia, a Segromigno in Monte. Lì era stato bloccato dai carabinieri, che l’avevano seguito con l’ausilio dei militari delle stazioni di Lammari e Ponte a Moriano. In manette, con l’accusa di ricettazione, era finito Antonio D’Apruzzo, 43 anni, originario di Benevento, che era alla guida di un autoarticolato rubato nel luglio del 2012 a Certaldo. La merce veniva trattata ed era destinata ad aziende delle Marche e del Veneto. Furti di pellame a Santa Croce e nei centri vicini sono avvenuti nel passato con una certa frequenza e per questo i militari della compagnia di San Miniato da tempo stavano monitorando la zona. Fino a quando la banda ha commesso un passo falso e tutti i tasselli del complesso puzzle sono andati al loro posto.
 

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di Redazione web