Il Tirreno

Empoli

Ultimatum a 140 morosi «Paga o scatta lo sfratto»

di Francesco Turchi

Publicasa incarica una ditta di recuperare 170.000 euro tra affitti, bollette e servizi Gli inquilini hanno 5 giorni per mettersi in regola, altrimenti si passa alle vie legali

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EMPOLI. C’è chi non paga l’affitto, nonostante le cifre siano spesso esigue. C’è chi ignora le bollette e chi non vuole restituire i soldi anticipati da Publicasa per i servizi condominiali. Nessuno di loro è in condizioni economiche tali da giustificare un comportamento simile. E allora la società presieduta da Pietro Bonci, che gestisce il patrimonio residenziale pubblico dell’Empolese Valdelsa, ha affidato la questione a un’agenzia di recupero crediti, che ha inviato ai morosi una specie di ultimatum: «O paghi entri cinque giorni oppure ci vedremo in tribunale». Le lettere sono in arrivo proprio in questi giorni, con Publicasa che conta di tracciare un primo bilancio dell’operazione già nel mese di gennaio. Le famiglie morose sono circa 140 per un debito complessivo di 170mila euro. In alcuni casi si tratta di poche decine di euro, in altri di migliaia. Le casistiche sono molteplici: si va dall’inquilino “ribelle” a quello “smemorato”, ma spesso a non pagare sono addirittura i proprietari, coloro che hanno comprato la casa popolare all’interno di un complesso “misto”. «È la prima volta che facciamo questo tipo di operazione con un’agenzia di recupero crediti – spiega il direttore di Publicasa, Lorena Leoncini – con l’intento di risolvere la questione senza ricorrere alle vie legali, che comportano spese e lunghe attese». Chi non salda il conto potrebbe andare incontro allo sfratto: «In base ai dati in nostro possesso, tutte queste famiglie sono teoricamente in condizione di pagare bollette e servizi. Se poi ci sono delle situazioni particolari, che per vari motivi, ci sono sfuggite, possiamo parlarne». Insomma, non si tratta di “casi sociali”. E difficilmente i destinatari delle lettere-ultimatum potranno appellarsi alla semplice dimenticanza, perché ogni mese Publicasa invia a domicilio il quadro economico, con l’indicazione dell’eventuale debito.

Nell’ottobre scorso la società ha passato al setaccio tutte le singole posizioni, inviando poi all’agenzia di recupero crediti la lista completa dei morosi: «Se nel frattempo – puntualizza Leoncini – qualcuno ha già provveduto a regolarizzare la propria posizione, basta che invii il bollettino via fax al numero indicato nella lettera e la questione finisce lì».

Nella lunga lista dei mancati pagamenti c’è un po’ di tutto. Dalle spese per la manutenzione dell’ascensore condominiale allo svuotamento delle fosse biologiche, per esempio. Con Publicasa che anticipa i soldi per garantire il servizio, ma che poi fa fatica a recuperarli. E poi ci sono le bollette: acqua, luce, gas, con gli impianti che spesso sono centralizzati: «Non possiamo certo arrivare al punto di bloccare il riscaldamento a tutto il condominio per un inquilino che non paga – sottolinea il direttore – però non possiamo neanche permettere che ci sia una disparità di trattamento, è una questione di bilancio e di giustizia sociale».

Nei confronti di chi si ostina a non pagare scatterà l’operazione-sfratto: «Di fronte a cittadini morosi che non vogliono regolarizzare la loro posizione – conferma Lorena Leoncini – incaricheremo i legali di avviare la procedura per lo sfratto, con tutte le difficoltà che ne conseguono, tra spese e tempi che si allungano. Ma credo che sia un vantaggio per tutti chiudere prima la questione, senza arrivare a tanto».

Infine un avviso a coloro che hanno ricevuto (o riceveranno) le lettere-ultimatum: «Non devono rivolgersi a noi, perché tutta la pratica è gestita direttamente dall’agenzia esterna». Che nel giro di poche settimane presenterà i risultati dell’operazione a Publicasa, con il quadro dei soldi recupati e i nominativi dei morosi non pentiti per i quali saranno avviate le procedure di sfratto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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