Sicurezza
Muore a 44 anni contradaiola di Samo
Sabrina Scali, originaria di Fucecchio, lavorava come barista all’Autogrill di Gello di Pontedera, sulla Fi-Pi–Li. Ammalata da sei mesi, aveva due figli ed era appassionata di canto
FUCECCHIO. Un male che non perdona se la è portata via in soli sei mesi, non lasciando scampo a quella donna bellissima che fino ad allora aveva amato tanto la vita, i suoi figli e le amicizie. Sabrina Scali, 44 anni fucecchiese, se ne è andata il giorno di Natale, in una stanza dell’ospedale di Livorno dove era ricoverata. Il 27, a darle l’estremo saluto, alla cappella delle stanze mortuarie dell’ospedale, una folla di parenti e soprattutto di amici e amiche che la piccola chiesa non è riuscita a contenere, in un clima di estrema commozione. Poi l’ultimo viaggio di Sabrina, che si era trasferita a Livorno da una quindicina d’anni, verso Fucecchio, la sua città natale, e dove, da grande appassionata del Palio era conosciuta come contradaiola di Samo.
Una storia crudele, quella di Sabrina, quella di una bella donna che sembrava il ritratto della salute, con i suoi bellissimi capelli neri che le incorniciavano il volto dai tratti mediterranei, e che invece se ne è andata a soli 44 anni. Un finale drammatico che ha colto di sorpresa tutti, a partire da lei, che sul suo profilo Facebook, dove usava il nomignolo “Biba”, insieme a tante foto che la ritraggono insieme alle amiche, al amare come in palestra o in altre occasioni, ad un certo punto, a luglio, in un post si lamenta di un dolore al petto.Gli arrivano risposte incoraggianti dai suoi amici del social network che le dicono che non sarà niente, che passerà alla svelta. E invece, un esame medico le ha dato un verdetto drammatico: lei ha tentato di combattere il male, di non arrendersi, ma non è riuscita a vincere questa battaglia.
Sabrina abitava nel quartiere della Scopaia con i due figli e lavorava a Pontedera come barista all’Autogrill di Gello sulla Fi-Pi-Li. Di lei arrivano descrizioni unanimi. I colleghi la ricordano come una persona sempre pronta a scherzare, ma anche una grande lavoratrice. Un’immagine, questa, che coincide con quella dipinta dalla sua amica Rosalba Ceccherelli, che ricorda con affetto come Sabrina fosse pronta a fare anche a svolgere anche altri lavori occasionali pur di poter dare qualcosa in più ai suoi figli.
Ma l’amica ricorda anche la passione comune, quella del canto: «La figlia di Sabrina andava a scuola con la mia, e così venne a sapere che vado a cantare: così la presentai alla mia scuola di canto, la “Auro Morini”, e siamo andati anche a qualche concorso canoro insieme: era davvero brava e una volta vinse il premio della critica». Le sue canzoni preferite quando si esibiva sul palcoscenico quelle di Mia Martini e Fiorella Mannoia, ma forse quella che le piaceva di più era “Voglia di Sognare “ di Ornella Vanoni. «Sabrina era una donna davvero speciale, solare e di grande bontà d’animo - conclude l’amica Rosalba - e soprattutto legatissima ai suoi figli: ci mancherà a tutti».
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