Il Tirreno

Empoli

le reazioni

«Beni svenduti per pagare le esternalizzazioni»

Ora si cambia, grillini e Fabrica Comune: coro di critiche dalle opposizioni

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EMPOLI. «Questo bilancio – scrive il capogruppo Pd Jacopo Mazzantini – disegna una città diversa e migliore: da un lato, si investe nella mobilità sostenibile e, al contempo, in due nuove infrastrutture strategiche alle estremità della città, per rendere più scorrevole il traffico e superare le criticità dovute ai sottopassi; dall'altro si realizza la nuova pista di atletica dello stadio e ristruttura tre luoghi simbolo del centro storico, come Palazzo Ghibellino, l'ex Ospedale di via Paladini e la Biblioteca comunale».

Per il gruppo consiliare di Questa è Empoli interviene il consigliere Andrea Faraoni: «Riguardo agli investimenti abbiamo un importante piano delle opere pubbliche che riguardano un po' tutti gli ambiti: dalla scuola (demolizione e ricostruzione della Pascoli) allo sport, dalla cultura (risistemazione biblioteca) all'urbanistica (strada parallela alla FI-PI-LI), senza scordare i miglioramenti della città e il decoro».

Critico il Movimento 5 Stelle: «Niente di nuovo nel primo bilancio dell'era Barnini, nessuna voce di spesa rivista rispetto ai bilanci del sindaco Cappelli. Per il 2015 parte consistente delle previste opere pubbliche vendute agli empolesi come “già fatto” dovrebbe essere finanziata con un piano di dismissione di edifici pubblici da 4,5 milioni, cosa assai fantasiosa con la forte crisi del mercato immobiliare» dicono per il gruppo Umberto Vacchiano, Sabrina Ciolli e Lavinia Gallo.

«I grandi proclami di cambiamento s'infrangono su questo bilancio – afferma il gruppo consiliare di Ora si Cambia – dove nei fatti si certificano due aspetti: la conferma del prelievo fiscale sulle famiglie e imprese (cifra che sfiora i 27 milioni di euro totali) e si dà l'avvio ad una operazione di vendita degli immobili comunali per finanziare il piano delle opere per 13 milioni. Riduzione dei costi? Pagheremo 65 mila euro per uno studio sulla revisione del piano strutturale quando avremo potuto effettuare un bando comune dell'Unione risparmiando migliaia di euro. E che dire del finanziamento dell'accordo sul trasporto pubblico locale che costerà oltre 900 mila euro per diminuire le corse e aumentare il prezzo del biglietto?».

FabricaComune per la Sinistra con Dusca Bartoli e Lisa Lavoratorini attacca le esternalizzazioni: «Spendiamo 10 milioni di euro nell’arco di un triennio, in servizi che di fatto sono appalti di manodopera e i cittadini non ci guadagnano niente perché non c'è alcuna dimostrazione che i servizi in appalto costino di meno. Un esempio. I tre nidi in appalto costano circa 1.030.000 euro l'anno (l'appalto comprende di fatto il personale e niente altro). I tre asili nido gestiti direttamente hanno un costo del personale che non arriva al milione. Per far cassa siamo costretti a svendere. Un piano di investimenti, senza visione, assorbito tutto da manutenzioni non più rinviabili e viabilità, tra l'altro ancora tutta incentrata sulle macchine».

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