Il Tirreno

Empoli

I Comuni comprano immobili da trasformare in case popolari

Francesco Turchi
Il direttore di Publicasa Lorena Leoncini e una veduta di Empoli
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Il direttore di Publicasa Lorena Leoncini e una veduta di Empoli

Bando nell'Empolese Valdelsa per dare una risposta in tempi brevi al boom di famiglie in fila per un alloggio a canone sociale e aiutare i privati alle prese con il ristagno del mercato. Prezzo d’acquisto 1.100-1.500 euro/mq

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EMPOLI. I Comuni dell’Empolese Valdelsa vanno a caccia di immobili (pronti o quasi) da trasformare in case popolari. Un’operazione, promossa (ed eventualmente finanziata) dalla Regione Toscana, con due obiettivi: dare una risposta in tempi brevi alla carenza di alloggi per le famiglie in attesa di una casa a canone sociale e allo stesso tempo aiutare privati, imprese o cooperative che si ritrovano a dover fare i conti con edifici ultimati che non trovano sbocchi su un mercato immobiliare, praticamente bloccato dalla crisi economica. L’avviso pubblico per l’individuazione di soggetti interessati, è stato pubblicato da Publicasa, la società diretta da Lorena Leoncini che gestisce il patrimonio immobiliare degli undici Comuni dell’Empolese Valdelsa.

Primo passo. La vicepresidente della giunta regionale Stefania Saccardi ha avviato l’operazione, partendo da una rilevazione esplorativa «che consenta di valutare l’entità del patrimonio immobiliare potenzialmente interessato dai procedimenti di acquisizione da parte degli enti locali». Insomma, prima andare avanti, vediamo se effettivamente ci sono “candidature” in ogni singolo territorio. La giunta guidata da Enrico Rossi sarebbe anche pronta - come già annunciato - a mettere sul piatto 25 milioni di euro: di fatto l’atto di acquisto sarebbe formalizzato dai singoli Comuni, seppur con il contributo al 100% della Regione.

Quali case. Sono tre le tipologie di complessi immobiliari potenzialmente acquistabili dai Comuni dell’Empolese Valdelsa: residenziali nuovi o integralmente recuperati, immediatamente utilizzabili; complessi residenziali che con limitate opere di riadattamento possono essere destinati in tempi brevi all’edilizia pubblica; e, infine, quelli non destinati alla residenza, che con il cambiamento di destinazione d’uso e limitate opere di adattamento/riadattamento, possono fare al caso dei Comuni, alle prese con la costante carenza di alloggi popolari a fronte di graduatorie infinite, con centinaia di famiglie in fila con il sogno di una casa a canone super-scontato.

Le caratteristiche. Gli immobili - si legge sull’avviso pubblico firmato da Pietro Bonci, presidente di Publicasa - dovranno corrispondere ad un intero fabbricato o ad una porzione gestibile autonomamente senza gravami condominiali e quindi con autonomia funzionale rispetto all'uso delle parti comuni; gli immobili di nuova costruzione o integralmente recuperati devono essere completamente ultimati, liberi da persone, in possesso di agibilità, immediatamente assegnabili; qualora si tratti di immobili (che devono essere accatastati alla categoria non superiore alla A2, escluse comunque le A1, A8 e A9) in corso di ultimazione dovrà essere garantita l'agibilità entro sei mesi dalla scadenza della selezione. I lavori di lieve entità necessari per rendere l'immobile idoneo all'assegnazione, possono essere eseguiti direttamente da Publicasa.

I prezzi. Ogni “candidatura” sarà valutata singolarmente sulla base di una serie di parametri, a cominciare dalle quotazioni dell’Osservatorio mercato immobiliare (che variano in base alla zona) e dalla categoria energetica di appartenenza dell’immobile. In linea di massima, comunque, gli enti locali non potranno spendere una cifra superiore al costo di una nuova costruzione (comprese Iva e spese tecniche), perché l’obiettivo della Regione è quello di avere alloggi subito pronti e aiutare i privati prigionieri del blocco delle compravendite, ma allo stesso tempo senza far lievitare le spese: si andrà - indicativamente - dai 1.100 ai 1.500 euro al metro quadrato.

Le candidature. Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate fino al 15 Gennaio 2015 a Publicasa, che gestirà tutto il processo, dalla acquisizione delle domande, al supporto agli operatori per la presentazione delle manifestazioni di disponibilità, per poi istruire le pratiche e consegnarle alla Regione Toscana entro il 30 Gennaio 2015. Per qualsiasi informazione gli interessati potranno rivolgersi a Publicasa Spa: 0571 79911, chiedere della geometra Elisabetta Matteini. Orari: da lunedì a venerdì ore 9-13; martedì e giovedì anche ore 15-17. Per chiarimenti si può anche inviare una mail all’indirizzo info@publicasaspa.it.
Il responsabile del procedimento è l’architetto Cosimo Gambuti, responsabile dell’area tecnica di Publicasa (c.gambuti@publicasaspa.it).
 

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