Finanza
«Maxi-Comune tra Empoli, Vinci, Capraia e Limite»
Il sindaco vuole “unire” le due sponde dell’Arno e parla del futuro di Unione e Città metropolitana
EMPOLI. «È arrivato il momento di lavorare alla fusione tra i Comuni di Empoli, Vinci e Capraia e Limite». Il sindaco Brenda Barnini anticipa i botti di fine anno e mette sotto l'albero degli empolesi una sorpresa destinata a far discutere, figlia della necessità di razionalizzare risorse e servizi, a vantaggio dell'efficienza.
I motivi. L'argomento, nell’Empolese Valdelsa, non è del tutto nuovo. Alcuni sindaci l'avevano già affrontato nella scorsa legislatura prima di lasciare il timone nel maggio 2014 ed era stato poi - in alcuni casi - oggetto della campagna elettorale per le amministrative, tra promotori del Comune unico e quelli invece convinti che ne basterebbero 3-4, fino a coloro che invece difendono il campanile a spada tratta. Gambassi e Montaione avevano gettato le basi per arrivare a un matrimonio che, grazie agli incentivi, avrebbe garantito un tesoretto di 8 milioni di euro spalmati su 10 anni. Senza dimenticare che i Comuni nati dalle fusioni sono sollevati dal rispetto dei vincoli alla spesa imposti dal patto si stabilità. Poi il progetto era stato messo da parte. Ora però - per la prima volta - arriva il balzo in avanti del sindaco del "capoluogo" dell'Empolese Valdelsa: «C'è la necessità di riprendere il discorso delle aggregazioni. E credo che la prospettiva di vedere un Comune unico (di circa 70mila abitanti, ndr) tra Empoli, Vinci e Capraia e Limite sia ragionevole». Questo non significa bocciare l'Unione, «che resta uno strumento di rappresentanza di un territorio che altrimenti i singoli sindaci non riuscirebbero ad avere. In questo senso, con l'Unione, abbiamo fatto scuola e sarebbe sbagliato tornare indietro proprio quando gli altri ci seguono come esempio».
L'Unione... zoppa. Eppure l'ente nato per la gestione associata di alcune funzioni proprio non riesce a decollare. A distanza di due anni dal "battesimo" è fermo al palo, "oggetto misterioso" per i cittadini e, soprattutto, molto spesso, anche per gli stessi amministratori: «L'Unione ha subito una sorte particolare. E' nata sul finire di una legislatura che vedeva 10 sindaci su 11 in scadenza, con tutte le difficoltà che ne conseguono. Dopo le elezioni, noi nuovi sindaci abbiamo dovuto imparare a lavorare insieme. Bene, ora credo che la fase di rodaggio sia finita. Da gennaio 2015 dovremo lavorare per dare veramente gambe all'Unione». E nel frattempo portare avanti le fusioni: «Come ho più volte avuto modo di ribadire, sono contraria al Comune unico dell'Empolese Valdelsa, perché sarebbe ingestibile e ci costringerebbe comunque a decentrare i servizi. Non so quale sia il numero giusto di Comuni nell'Empolese Valdelsa, penso semplicemente che il nostro compito sia facilitare la vita dei cittadini e che dobbiamo ragionare in quest'ottica».
Questione "Città". Se l'Unione è in cerca di un'identità, c'è da fare i conti anche con la neonata Città Metropolitana. Le incognite sono molteplici, a cominciare da quali saranno i rapporti tra i due enti, e quali funzioni dovranno gestire. L'obiettivo è non creare doppioni e allo stesso tempo creare un difficile equilibrio in modo da non penalizzare l'Unione e non rischiare di vedere l'Empolese Valdelsa in una posizione di estrema debolezza all'interno della realtà istituzionale che ha sostituito la Provincia: «Per quanto riguarda la Città Metropolitana - spiega Barnini, che è vice di Dario Nardella in consiglio - siamo in fare di costituzione e assestamento e la partita con Regione e governo sulle funzioni che dovrà gestire è aperta. Dovremo puntare sulle infrastrutture e sulla rete di trasporti, in modo da rendere un territorio così vasto, fatto di tanti nuclei, come qualcosa di molto simile a una città. Fondamentale sarà inoltre rafforzare il profilo di area a vocazione produttiva: nelle Città Metropolitane si produce il 60% del Pil nazionale e questo significa che vanno trasformate in locomotive per la ripresa. L'Empolese Valdelsa dovrà essere il distretto manifatturiero, tecnologico e del buon vivere che fa da naturale evoluzione alla cultura rinascimentale di Firenze, che altrimenti avrebbe tanto raccontare del suo passato, ma non so quanto sul suo futuro... Dobbiamo mantenere la nostra identità e nello statuto della Città ci sono tutti i presupposti per portare a casa - attraverso l'Unione - la gestione di funzioni importanti». Una volta che sarà chiaro chi fa cosa, sarà definito anche il futuro della sede di piazza della Vittoria, il cui contratto di locazione (145mila euro all'anno), è stato per il momento prorogato di un anno.
Giustizia empolese. E a proposito del futuro degli immobili di proprietà pubblica, al di là del trasloco (effettivo dal 2017) del municipio nelle due sedi di Palazzo Ghibellino ed ex ospedale di via Paladini (lavori per due milioni e mezzo di euro), per non pagare più l'affitto di via Del Papa (300mila euro), resta da capire il futuro dell'ex Tribunale di via Sanzio: «Vediamo come va a finire la questione del giudice di pace. Ho chiesto al governo la riapertura dei termini per presentare la documentazione e riportarlo a Empoli, con le spese di funzionamento che sarebbero a carico dei Comuni. Se ci riusciamo, la sede ideale sarebbe proprio l'ex Tribunale. Altrimenti valuteremo un altro utilizzo: servizi dell’Unione, per esempio, oppure spazi per l'attività scolastica».
Resuscita la Sds. Intanto i sindaci e l'Asl 11 hanno deciso di "resuscitare" la Società della salute, che era stata messa in soffitta e sembrava destinata a scomparire: «Con la riorganizzazione a livello regionale delle aziende sanitarie, che porterà alla nascita di 6 Asl (tre di area e altrettante delle aziende ospedaliere-universitarie, ndr) - e con Empoli che andrà insieme a Firenze, Prato e Pistoia - abbiamo ritenuto opportuno lasciare un presidio sul territorio per la gestione e la programmazione dei servizi socio-sanitari. Il provvedimento di revoca della sospensione sarà sottoposto all'approvazione del consiglio dell'Unione il 29 dicembre».
Empoli riparte. Nella conferenza stampa di fine anno, Barnini ha tracciato anche un primo bilancio della sua esperienza amministrativa: «In città c'è un cambio di tendenza e questo anche grazie al lavoro della giunta, che sta dando i primi frutti. Empoli sta provando a ripartire, è un'apertura di credito che gli empolesi fanno prima di tutto a loro stessi più che al sindaco. La crisi è sotto gli occhi di tutti: ogni giorno incontro persone che hanno perso il lavoro o che non ce la fanno a pagare l'affitto, la realtà è questa. Ma credo anche che ci voglia fiducia nel futuro».
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