La manifestazione
Rossi: «Zero nuovi posti e precariato esasperato»
Il segretario della Cgil attacca la politica: «Gli 80 euro mangiati dalle tasse» E sulla vicenda “Le Soluzioni” avverte: «Senza accordo mobilitazione durissima»
EMPOLI. Un anno da dimenticare e una prospettiva per il 2015 che preoccupa il sindacato della Cgil. A fare bilancio e quadro del futuro è il suo segretario, Rossano Rossi. Che attacca il governo-Renzi e non si entusiasma neppure per la politica locale: «Non hanno fatto nulla per creare un nuovo posto di lavoro e gli ottanta euro sono stati vanificati dall'aumento delle tasse».
Un 2014 che va in archivio con un'emorragia di posti perduti, che ancora non possiamo quantificare fino in fondo. E con tanti accordi di contenimento. «Quest'anno - spiega Rossi - abbiamo avuto la chiusura della vertenza più grande, la Shelbox di Castelfiorentino (100 dipendenti in mobilità, ndr), la questione che a me fa più male. Dalla più grande alla più piccola, si finisce con la chiusura della Zerotwonine».
«In tutto questo – va avanti il segretario – bisogna sottolineare il ruolo del sindacato che si vuol mettere in discussione, ma che in Toscana ha realizzato 60mila accordi difensivi. Accordi che se non si fossero fatti sarebbe finita peggio. Il nostro lavoro è servito per contenere, ridurre il numero degli esuberi, accompagnare l'uscita con aiuti economici usando i criteri della non opposizione o volontarietà (cioè è il lavoratore che sceglie di andarsene grazie all'accordo sindacale fatto)».
Il 2014 è stato anche l'anno in cui sono stati avvertiti gli effetti «nefasti del governo Monti - attacca il segretario - con la riforma delle pensioni che hanno portato al blocco del poco turn over che ci sarebbe stato. Poi, come si supponeva, con il fatto che dal 2015 ci sarà la nuova Aspi, nella parte finale di quest'anno abbiamo avuto una crescita delle aperture della mobilità. In tutto questo infine gli effetti del governo Renzi ancora non si sono visti».
Nel dettaglio, ci troviamo di fronte ad accordi virtuosi ma con saldi negativi per l'occupazione. Sammontana ha portato come saldo negativo 28 posti di lavoro, «nonostante sia un bell'accordo – dice Rossi–. Stessa situazione anche per la Vibac di Mercatale dove sono andati persi tre posti. E va avanti la mobilità alla Colorobbia. Alla D+F alla fine sono usciti 15 lavoratori». Rossi parla anche delle situazioni di crisi: «Ilio pesca di Empoli con 60 dipendenti di cui 40 in contratto di solidarietà con meno il 30% di stipendio. Alla Reha 100 dipendenti che lavorano in esercizio provvisorio grazie alla deroga ministeriale. In più oltre al settore metalmeccanico ci sono 15 dipendenti sotto il settore del commercio che dovrebbero andare in cassa in deroga». Tra quelle più piccole il segretario cita la Centro inox di Barberino Valdelsa, una azienda del commercio che ha visto l' apertura della mobilità ora. I dipendenti andranno a cimentarsi con i criteri della nuova Aspi (che prevede un' indennità minore per il lavoratore). Alla Ugo Scotti sono con il contratto di solidarietà una trentina di addetti su 100. La Nuova Elios (4 dipendenti) è stata messa in liquidità: «Sono indietro di 3 mesi con gli stipendi e andranno a confrontarsi con la nuova Aspi».
Per l'agricoltura «il combinato disposto tra maltempo e calo dei consumi ha portato le nostre piccole fattorie con 3/4 dipendenti fissi a trasformare il personale in avventizio. Oppure pagato con voucher. Quindi la precarizzazione è ulteriore. Alla “Pizzo etichette” dei 21 dipendenti 16 sono in solidarietà. La cosa triste è che l'azienda non conguaglia».
Sul fronte delle cooperative: «Se ne vedono di tutti i colori - dice Rossi - è l'ultima frontiera dello sfruttamento. Ci sono persone assunte con contratto merce e logistica che vengono utilizzati per fare la produzione. Diventa la prassi». Tra le vertenze più importanti in ponte quelle de Le Soluzioni, società di scopo partecipata da diverse aziende municipalizzate: «In questi giorni - conclude Rossi - ci sarà un confronto serrato che si chiuderà martedì, dei 200 dipendenti oltre la metà è a tempo determinato. Il nostro obiettivo è cercare di consolidarne almeno una parte. Se non si troverà un accordo si aprirà una mobilitazione durissima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
