Il Tirreno

Empoli

Non si diradano le nubi sul futuro del Centro di ricerca del Padule

di Marco Sabia

L’ultima assemblea ha nominato un nuovo consiglio che ora dovrà occuparsi di riformare lo statuto Intanto all’esterno si sono “fronteggiati” due schieramenti: tensione fra gli ambientalisti e i cacciatori

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FUCECCHIO. Resta incerto il destino del Centro di ricerca del Padule di Fucecchio e quello dei suoi due dipendenti.

Dall’ultima assemblea, che doveva essere decisiva, si è usciti con un nuovo consiglio d'amministrazione provvisorio che dal 2015 partirà con le modifiche statutarie richieste dai Comuni. Fucecchio, Cerreto Guidi, Pieve a Nievole e Monsummano (oltre alla Provincia di Pistoia) rappresenteranno la parte pubblica; le associazioni ambientaliste, quelle venatorie, il mondo dell'università e i proprietari terrieri la parte "privata".

Fuori dal Centro - mentre dentro si discuteva - due manifestazioni di senso opposto: una (autorizzata) in sostegno dell'attuale gestione; l'altra non autorizzata (più un presidio che una manifestazione) portata avanti dai padulani e dai cacciatori, schierati contro il Centro così com'è. C'è stato anche qualche momento di tensione, tanto che due carabinieri sono intervenuti per far rispettare l'ordine.

Qualche scaramuccia verbale figlia del diverso approccio al mondo del Padule, poi i due gruppi si sono separati e non è accaduto niente di particolare. Meglio così, perché un eventuale rissa sarebbe stata la ciliegina sulla torta non richiesta. Qualche fischio è stato riservato per la presidentessa della Provincia pistoiese, Federica Fratoni, e per il sindaco di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani, che non hanno nascosto la propria insofferenza per una tale accoglienza. La prossima tappa è prevista per gennaio, quando il nuovo cda si riunirà e nominerà il presidente, oltre ad iniziare il percorso di riforme verso una maggiore responsabilizzazione degli enti locali, che continueranno a contribuire con 1500 euro a testa (le associazioni ne mettono 100). La Provincia di Pistoia, tra l'altro, ha confermato la propria quota associativa di 5mila euro, mentre ha annullato il resto del canonico finanziamento annuale che arrivava a circa 40mila euro. La Provincia di Firenze, invece, è definitivamente uscita, così come i Comuni di Larciano, Lamporecchio e Ponte Buggianese.

Le associazioni ambientaliste hanno parlato di sconfitta, a differenza di quelle venatorie che sono in attesa di sviluppi, fermo restando il loro «no» all'attuale gestione, accusata di aver reso il Padule un luogo chiuso ed intoccabile. Il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli, ha ribadito di voler portare avanti la discussione sul Centro dall'interno, senza lasciare il proprio posto come fatto da altre amministrazioni. Rimane il rebus sul destino dei due dipendenti, che potrebbero essere licenziati per poi essere reintegrati come collaboratori, anche se in merito non c'è stato ancora nessun avviso per i due storici dipendenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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