Il Tirreno

Empoli

Unione dei Comuni a rischio caos Incognite su personale e funzioni

di Marco Pagli
Unione dei Comuni a rischio caos Incognite su personale e funzioni

Scade la convenzione con la Provincia e non è chiaro quello che avverrà con la Città metropolitana Preoccupazione per il taglio del personale, parte degli 85 dipendenti potrebbero essere messi alla porta

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EMPOLI. Quello a cui è attaccata l’Unione dei Comuni è un filo intricato e fitto di nodi da sciogliere. Il rischio è il caos. Basterebbe probabilmente il passaggio di consegne dalla Provincia alla Città metropolitana, ormai imminente ma che ancora rimane un’incognita, a generare dubbi e perplessità. Ma a questo aspetto ne va aggiunto un altro, anch’esso dirimente per il funzionamento di tutta la macchina amministrativa territoriale, che è scoppiato come una bomba negli ultimi giorni: il taglio del 30% sui lavoratori in carico alla Provincia, che è stato inserito sotto forma di emendamento alla Legge di stabilità.

Di questi dipendenti, che a tutti gli effetti rischiano il proprio posto di lavoro, 85 operano sul territorio dell’Unione dei Comuni gestendo funzioni fondamentali e garantendo molti dei servizi sovracomunali. Il primo nodo – quello più grosso – è proprio la scadenza della convenzione tra Provincia e Unione dei Comuni al 31 dicembre di quest’anno, cioè tra dieci giorni. In quella convenzione sono fissati i termini delle funzioni delegate all’ex Circondario dall’ente di Palazzo Medici Riccardi: personale, risorse, modalità di funzionamento degli uffici, organizzazione e finalità. Con il passaggio del testimone dalla Provincia alla Città metropolitana anche tale convenzione dovrebbe essere ridiscussa, rinnovata e ristipulata con il nuovo ente. Ma ad oggi più di questo non si sa, anche perché ancora non è ben chiara la forma che prenderà la Città metropolitana. «Stiamo lavorando per arrivare ad una proroga della convenzione – spiega Giulio Mangani, sindaco di Montespertoli e delegato dell’Unione per l’organizzazione generale dell’amministrazione e il personale – intanto stiamo cercando di mantenere le stesse condizioni valide finora anche per i prossimi mesi. Almeno finché non saranno chiarite alcune questioni, prima fra tutte quali saranno le funzioni prese in carica dalla Città metropolitana. Quello che vogliamo garantire è la continuità di gestione».

Un intento – da concretizzare in tempi strettissimi per scacciare le preoccupazioni dei lavoratori e non solo – che sottende un obiettivo più ampio, cioè ottenere la gestione diretta di quelle funzioni finora convenzionate. «Ma per arrivare a questo – afferma ancora Mangani – servirà maggiore chiarezza e poi la almeno la conferma sia del personale e che delle risorse garantite finora».

Come accennato, quello della continuità di gestione è solo il primo dei problemi all’ordine del giorno. L’altro, non meno importante, riguarda direttamente la stabilità dei lavoratori della Provincia, che il primo gennaio prossimo si troveranno ad affrontare il passaggio alla Città metropolitana. Un emendamento alla Legge di stabilità, in discussione al Senato, introduce il taglio del personale in carico al nuovo ente. Degli 850 dipendenti ad oggi in carico, secondo i calcoli, ben 250 potrebbero essere messi alla porta. Nell’Empolese Valdelsa ad essere interessati dal taglio sarebbero poco meno di cento: si tratta di quei dipendenti della Provincia che sul territorio si occupano di quelle funzioni delegate all’Unione, come i trasporti, l’ambiente, l’edilizia scolastica, le strade, la difesa del suolo e i lavori pubblici. «Se fino a qualche giorno fa la preoccupazione era concentrata sul passaggio di consegne istituzionale tra i due enti – spiega Alessandro Giorgetti della Funzione pubblica Cgil – adesso i dubbi sul futuro si estendono anche alla garanzia del posto di lavoro. Stiamo ancora cercando di capire in che modo il taglio del personale ricadrà sui diversi territori provinciali, ben consapevoli che se la Legge di stabilità passerà in questa forma non sarà più possibile garantire gli stessi servizi. Sul passaggio alla Città metropolitana, poi, abbiamo chiesto a più riprese che fosse garantita la continuità e sinceramente ci auguriamo che con l’arrivo del nuovo anno non si apra un baratro sul futuro dell’Unione e delle funzioni svolte dall’ente».

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