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Il Cavallo di Leonardo prestato per l’Expo

Il Cavallo di Leonardo prestato per l’Expo

La scultura di piazza della Libertà è stata realizzata dalla scultrice Nina Akamu Vinci ha concluso un accordo con il presidente della Regione Roberto Maroni

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VINCI. «A Milano non arriveranno i bronzi di Riace, ma arriverà direttamente da Vinci il cavallo bronzeo di Nina Akamu ispirato al monumento equestre progettato da Leonardo per Francesco Sforza. Questo legame con la Città natale di Leonardo è per noi particolarmente significativo, e allargheremo le iniziative ad altre città lombarde dove Leonardo ha lavorato come Vigevano e Pavia». Ha esordito così, sorprendendo tutti, l’assessore alle culture, identità e autonomie della Regione Lombardia Cristina Cappellini durante la conferenza stampa tenutasi a Milano per presentare l’accordo raggiunto con il Comune di Vinci sul prestito della scultura. Durante il collegamento telefonico con il presidente Roberto Maroni e l’assessore Cappellini, il sindaco Giuseppe Torchia e l’assessore alla cultura del Comune di Vinci Paolo Santini hanno annunciato insieme l’evento che vedrà protagonista Vinci con il suo cavallo nella metropoli lombarda per l’intero periodo dell’Expo.

La pregevole scultura realizzata da Nina Akamu nel 2001, ispirata ai disegni del periodo milanese di Leonardo Da Vinci e collocata stabilmente da tredici anni nella piazza della Libertà della città del Genio, partirà da Vinci per recarsi a Milano e far bella mostra di sé in uno dei luoghi strategici dell’esposizione universale, la piazza Città di Lombardia, ai piedi del “palazzo Lombardia”, dal quale transiteranno tutte le delegazioni di stato presenti a Expo, milioni di visitatori e centinaia di televisioni di tutto il mondo.

«In seguito ad alcuni contatti, la Regione Lombardia – hanno affermato soddisfatti il sindaco Torchia e l’assessore alla cultura Santini – nei mesi scorsi ci ha chiesto se fosse stato possibile da parte nostra concedere in prestito all’ente, in vista dell’Expo, il cavallo leonardesco realizzato dall’artista americana Nina Akamu. Dopo lunga riflessione, abbiamo avuto un colloquio con l’assessore alle culture, identità e autonomie della Regione Lombardia Cristina Cappellini trovando un accordo che soddisfa entrambi. Per Vinci sarà un’occasione importante per rendersi visibile e ovviamente sono state programmate, sempre in accordo con la Regione Lombardia, diverse iniziative che ruotano intorno al tema suscitato dalla scultura. Tema orgogliosamente vinciano. Chiaramente quella del cavallo non sarà l’unica iniziativa che Vinci metterà in campo a Milano nel periodo dell’Expo, ma di certo sarà una di quelle più significative, sia per la carica simbolica che trascina dietro di sé una partenza come quella della scultura dalla nostra città, sia per ciò che ha rappresentato il cavallo negli studi di Leonardo. Inoltre, sarà un modo per rinsaldare i rapporti con gli Stati Uniti, che da parte loro attraverso la stessa artista Nina Akamu hanno caldeggiato il prestito e questo lungo viaggio verso la metropoli lombarda del nostro cavallo; è davvero un viaggio dall’importanza simbolica straordinaria».

A Milano in realtà è esposta, nel piazzale antistante l’ippodromo di San Siro, una copia del cavallo vinciano molto più alta, quasi otto metri, la più grande scultura equestre in bronzo al mondo. Ma evidentemente le suggestioni che porta con sé il cavallo proveniente dal luogo d’origine di Leonardo Da Vinci sono assolutamente uniche. Da sottolineare che la Regione Lombardia proporrà al mondo intero il cavallo leonardesco nelle due versioni, identiche fuorché nelle dimensioni, come uno dei simboli della propria partecipazione all’Expo.

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