Il Tirreno

Empoli

Un Natale fuori casa per le famiglie di Giannini

di Marco Sabia
Un Natale fuori casa per le famiglie di Giannini

A nove mesi dall’evacuazione i lavori sono ancora in corso nella frazione Mancano i tiranti che devono fermare il terreno lungo l’argine dell’Arno

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CERRETO GUIDI. Niente da fare per le famiglie di via Giannini a Bassa che saranno costrette a trascorrere il Natale fuori casa. Le persone in questione sono state costrette dal 27 marzo scorso a lasciare le proprie abitazioni - attigue all'argine dell’Arno - perché quest'ultimo dava grossi segni di instabilità e cedimento. L'argine - a causa della piena del 15 febbraio - si stava trasformando in un fronte fangoso che trascinava con sé le abitazioni più vicine, le quali si stavano inequivocabilmente spostando e danneggiando.

Si parlava di un rientro a casa per la fine dell'estate, poi per la fine dell'anno. Allo stato attuale dei fatti, invece, non ci sono speranze per vedere le nove persone (che vivevano nelle due case più prossime all'argine), rientrare a casa per festeggiare il Natale come ogni anno. I lavori - portati avanti dalla Provincia di Firenze - non sono terminati, anche se sono comunque andati avanti. E' stata realizzata la palizzata di sostegno, così come il muro di coronamento.

Mancano, tuttavia, i tiranti, che agiscono come delle radici, nel senso che tengono ferma la terra dell'argine che stava portando con sé anche le abitazioni di Giannini. Al momento gli sfollati sono dislocati in altri immobili, a spese del Comune di Cerreto Guidi, che in questo caso non ha in mano il telecomando per premere sull'accelerazione delle tempistiche.

Nel frattempo sul territorio cerretese si è scatenato il downburst del 19 settembre, che ha creato il caos nella popolazione. Quel giorno, però, gli abitanti di via Giannini erano fuori casa da quasi sei mesi, nell'attesa di ritrovare il calore e la sicurezza delle proprie quattro mura.

E' chiaro che - una volta terminati i lavori all'argine - ci sarà da intervenire sulle case e sulla sede stradale, che sono ancora vistosamente danneggiate. L'asfalto sembra ondeggiare e camminarci sopra non è il massimo. I marciapiedi sono rotti e deformati, così come i cancelli, circondati dal fango portato dalla tanta pioggia e dal movimento terra.

A coronare il tutto la presenza di un enorme mezzo meccanico che fa chiarezza - più di tanti discorsi - sull'impossibilità di rivedere queste persone a casa, visto che tra l'altro ci sono pure dei bambini coinvolti. Fra gli abitanti c'è tanta, tantissima impazienza e voglia di tornare a casa, non poteva essere diversamente.

Lo scorso 5 novembre venne fatto un sopralluogo - alla presenza di tutte le parti - nel quale emerse abbastanza chiaramente che per Natale o fine anno i lavori non sarebbero stati completati. Sembra che le famiglie interessate abbiano chiesto l'installazione di un sistema atto a controllare l'eventuale movimento del terreno, che è tuttora in fase di assestamento dopo i tanti stravolgimenti subiti.

Chissà che almeno per la prossima Pasqua questi cittadini siano finalmente rientrati nelle loro abitazioni. Ciò che desiderano, oltre ovviamente al ritorno a casa, è che non venga spenta la luce su questa evidente situazione di disagio e difficoltà.

L'unico aspetto positivo, se si vuol guardare il bicchiere mezzo pieno, è che non ci sono stati danni alle persone, prontamente evacuate appena il terreno ha iniziato a evidenziare movimenti "sospetti".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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