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Padule, rischio licenziamenti un presidio per salvare il Centro

di Marco Sabia
Padule, rischio licenziamenti un presidio per salvare il Centro

Sabato il summit decisivo dopo l’addio di Provincia di Pistoia e tre Comuni, il comitato si mobilita Legambiente: «C’è accanimento contro questa struttura». Spinelli: «L’attuale gestione non va»

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FUCECCHIO. Pare farsi sempre più fosco il futuro del Centro di ricerca del Padule, nonostante il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli provi a gettare acqua sul fuoco. Larciano, Ponte Buggianese e Lamporecchio hanno già deciso per l’addio, mentre gli altri non hanno nascosto dubbi sull’attuale gestione ma non hanno fatto i passi necessari per tirarsi indietro (serve l’ok dei consiglio comunali), almeno per il 2015.

Sabato ci sarà l'assemblea decisiva e proprio per questo in concomitanza con la riunione nella sede di Castelmartini a pochi metri di distanza verrà organizzata una manifestazione - voluta dal comitato SalvailPadule, SalvailCentro - di sostegno all'attuale gestione e in chiara contestazione coi piani che stanno emergendo e che non paiono dare speranze di continuità per chi tuttora lavora nella struttura, che conta due dipendenti in pianta stabile e tanti collaboratori esterni.

È passata - allo stato dei fatti - la linea della Provincia di Pistoia, che non verserà più i 40mila euro annuali mentre i Comuni aderenti che siedono nel consiglio d'amministrazione del Centro, versano ogni anno 1500 euro. Fucecchio, Cerreto, Pieve a Nievole, Altopascio, Monsummano, Vinci e Montecatini hanno deciso di rimanere mentre Larciano, Lamporecchio e Ponte Buggianese no, dando il via all'attuale caos. Si parla di motivazioni economiche dietro questo cambio di vedute, anche se i due dipendenti - per il 2015 - hanno dato la disponibilità a farsi licenziare rientrando come collaboratori, dando vita ad un Centro di Ricerca senza dipendenti, nell'attesa che si faccia un nuovo direttivo che getti le basi per un 2016 più tranquillo. Ma sembra che neanche questa proposta sia stata accettata, come specifica il presidente di Legambiente Valdinievole - che siede nel cda - Maurizio Del Ministro: «C'è un accanimento patologico inspiegabile contro questa struttura, si rischia di buttare via vent'anni di lavoro. Siamo rimasti stupiti dall'atteggiamento fucecchiese, che speravamo fosse più dalla nostra parte mentre invece è apparso molto lealista coi colleghi del pistoiese. Sabato ci sarà l'ultima puntata ed io nutro ancora la speranza che in quel caso non si firmi la definitiva condanna a morte del Centro».

Sulla polemica interviene anche il sindaco Spinelli: «Ci sono dei problemi da affrontare e noi lo faremo dall'interno. Il Padule deve essere promosso e vissuto, non chiuso a tutto com'è oggi. Se questi Comuni e numerosi proprietari privati hanno deciso di lasciare significa che qualcosa non va nell’attuale gestione. Nel caso dei due dipendenti - che non conosco - se non ci fosse spazio per una riconferma dell'attuale contratto si dovranno attenere alle nostre scelte. Magari diventeranno collaboratori a progetto, questo non lo so. Sul Centro di Ricerca - ha concluso - si sta facendo terrorismo psicologico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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