La protesta
Monossido, in 13 all’ospedale ma nessuna traccia di gas
Secondo allarme in venti giorni nella struttura per profughi di Camaioni ma rilievi dei vigili del fuoco e accertamenti sanitari escludono l’avvelenamento
MONTELUPO. Scatta l'allarme monossido e in tredici finiscono all'ospedale di Empoli. Arrivano i vigili del fuoco ma nei locali non viene trovata nessuna traccia di gas. Ormai è psicosi nella struttura riservata ai profughi di via San Vito a Camaioni, nel comune di Montelupo Fiorentino. Già il 23 novembre scorso, in undici erano stati trasportati al San Giuseppe con il sospetto di un'intossicazione collettiva. Ma - esattamente come in in quell'occasione - in realtà i rilievi nella struttura e gli accertamenti in ospedale hanno escluso la presenza di monossido.
L'allarme stavolta è scattato in piena notte, intorno alle 4 di ieri. I primi ad accorrere sono stati i responsabili della Misericordia di Empoli, che gestisce la struttura in accordo con la Prefettura di Firenze. Alcuni profughi (provenienti da Senegal, Nigeria e altri Paesi africani), lamentavano un malessere accompagnato, in alcuni casi, da tosse.
Per questo motivo si è optato per il trasporto al San Giuseppe. E qui è entrata in ballo la paura, con gli altri ospiti della struttura - apparentemente in buone condizioni di salute - che, per timore che si trattasse di un'intossicazione da monossido, hanno chiesto insistentemente - e ottenuto - di essere accompagnati anche loro in ospedale.
Nel frattempo a Camaioni sono arrivati, oltre ai carabinieri, anche i vigili del fuoco del Terrafino e il nucleo Ncbr (Nuclerare, biologico, chimico e radiologico), che con i loro strumenti effettuato una serie di rilievi grazie ai quali hanno subito escluso la presenza di monossido: gli impianti erano perfettamente funzionanti e all’interno dell’appartamento non è stata rilevata alcuna traccia di gas.
Conferme in questo senso sono poi arrivate successivamente dall'esito degli accertamenti effettuati dai medici su tutti i tredici profughi, che sono stati poi tutti dimessi.
Tra i primi ad arrivare a Camaioni in piena notte anche Fabrizio Sestini della Misericordia di Empoli: «Alcuni di loro non si sentivano bene, ma in realtà si trattava semplicemente di influenza. Comunque per precauzione sono stati tutti visitati, anche perché erano molto impauriti e temevano che il loro malessere derivasse da un’intossicazione. Nel giro di poche ore è stato chiarito tutto».
Domenica 23 novembre (in pieno giorno) era scattato un allarme simile. Undici profughi finirono al pronto soccorso per le esalazioni sprigionate dalla plastica del manico di un pentolino lasciato sui fornelli e che poi avrebbe iniziato a sciogliersi. In un primo momento si era pensato al cattivo funzionamento dell’impianto di riscaldamento, un’ipotesi scartata dopo i rilievi dei vigili del fuoco.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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