Il Tirreno

Empoli

Un tesoro da 16 milioni nelle casse dei Comuni

di Marco Pagli
 Un tesoro da 16 milioni nelle casse dei Comuni

Sono i soldi che i cittadini dovranno sborsare entro martedì per i saldi Imu e Tasi Giungla di aliquote nell’Empolese Valdelsa, patronati e professionisti presi d’assalto

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EMPOLI. In tanti lo hanno già definito “tax day”. Martedì scadranno i termini per il pagamento a saldo di due imposte comunali: Imu e Tasi. Entro questo giorno si stima che entrerà nelle casse delle amministrazioni del circondario una cifra che si aggira intorno ai 16 milioni di euro. Commercialisti, studi contabili e centri di assistenza fiscale in questi giorni sono sotto pressione per riuscire a soddisfare le richieste in tempo per la scadenza. Ogni Comune, infatti, applica diverse aliquote, con detrazioni diversificate, sia per l’imposta unica municipale, sia per la tassa sui servizi indivisibili. Per i contribuenti si tratterà di un colpo inferto alla propria tredicesima –chi ne potrà beneficiare – e di conseguenza alla propria capacità di spesa per gli acquisti delle feste natalizie. Specie per coloro, che sono la maggior parte nella zona, che hanno versato l’acconto della Tasi appena due mesi fa. Ma se per quest’ultimo tributo la cifra del saldo sarà la stessa pagata per la prima rata, qualcosa in più rispetto all’acconto (i cui termini erano fissati per il 16 di giugno scorso) lo dovranno sborsare coloro che sono chiamati a pagare l’Imu. La prima tranche, infatti, era calcolata sulla base delle aliquote dello scorso anno, mentre il saldo terrà conto delle modifiche alle percentuali deliberate nel corso di quest’anno. Modifiche che sono state adottate nella maggior parte dei comuni del circondario: Capraia e Limite, Cerreto, Empoli, Fucecchio, Montelupo e Vinci hanno ritoccato al rialzo alcune delle aliquote Imu e quindi il saldo sarà più pesante rispetto all’acconto.

Chi deve pagare cosa. A recarsi all’ufficio postale o bancario saranno in molti. In particolare l’Imu la dovranno versare tutti i proprietari di immobili che non costituiscano abitazione principale (ad eccezione delle categorie A1, A8 e A9, cioè abitazioni di tipo signorile, castelli e palazzi di pregio): quindi seconde case, box, immobili non residenziali in genere, fabbricati rurali. Mentre la Tasi dovranno versarla tutti i proprietari di immobili, qualsiasi natura essi abbiano. Per quanto riguarda l’Imu si calcola che la cifra negli undici comuni superi i 6 milioni di euro. Si tratta del sessanta per cento del gettito totale dell’imposta (dal momento che, come detto, il saldo sarà più salato), a cui è stato tolto l’importo prodotto dalle prime case. Mentre per quanto riguarda la Tasi il gettito dovrebbe aggirarsi intorno ai 9 milioni (quanto incassato dai comuni per questa tassa non è ancora ufficiale), cioè la metà rispetto a quanto profuso con la prima rata.

Imu. Il calcolo è rimasto lo stesso rispetto agli anni scorsi. La stangatina rispetto all’acconto ci sarà in sei comuni. A Capraia e Limite è stata aumentata dallo 0,48% allo 0,60% l’aliquota per le abitazioni concesse in locazione a canone gratuiti a familiari. A Cerreto sale dallo 0,9% allo 0,97% quella per le seconde case sfitte, mentre sia quelle locate sia i fabbricati passano dallo 0,82% allo 0,87%. A Empoli il rialzo riguarda le abitazioni sfitte (dallo 0,87% allo 0,99%) e quelle locate non a canone concordato (dallo 0,76% allo 0,99%). A Fucecchio è stata aumentata l’aliquota ordinaria, dall’1,03% all’1,06%. Anche a Montelupo rivista l’aliquota ordinaria dallo 0,76% allo 0,9% e quella per le abitazioni concesse in locazione a canone gratuito dallo 0,48% allo 0,6%. Infine a Vinci sale l’aliquota applicata ai fabbricati (dallo 0,82% allo 0,9%) e quella per gli immobili sfitti (dallo 0,9% all’1,06%). Nel resto dei comuni le aliquote rimangono invariate rispetto allo scorso anno, anche se in molti casi sono stati previste diminuzioni per le abitazioni di lusso.

Tasi. Il sistema di calcolo è lo stesso dell’Imu, anche se le aliquote sono ben differenti: si va da un minimo dello 0,1% ad un massimo dello 0,33% (cioè la soglia dello 0,25% con un possibile aumento fissato dallo Stato fino allo 0,08%). La Tasi finanzierà in toto o in parte il costo dei servizi indivisibili, con il saldo che avrà lo stesso peso dell’acconto. Semmai a fare la differenza sarà la distanza tra il primo e il secondo: nel circondario, infatti, in soli quattro comuni (Castelfiorentino, Cerreto, Gambassi e Montaione) si è pagata la prima rata entro il 16 giugno scorso, mentre negli altri sette la prima chiamata agli sportelli è avvenuta entro il 16 ottobre scorso perché non avevano deliberato in tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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