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Allarme monossido, in 13 all'ospedale ma nessuna traccia di gas
Secondo episodio in venti giorni nella struttura per profughi di Montelupo, ma rilievi dei vigili del fuoco e accertamenti sanitari escludono l'intossicazione
MONTELUPO. Scatta l'allarme monossido e in tredici finiscono all'ospedale di Empoli. Arrivano i vigili del fuoco ma nei locali non viene trovata nessuna traccia di gas. Ormai è psicosi nella struttura riservata ai profughi di via San Vito a Camaioni, nel comune di Montelupo Fiorentino. Già il 23 novembre scorso, in undici erano stati trasportati al San Giuseppe con il sospetto di un'intossicazione collettiva. Ma - come già in quell'occasione - in realtà i rilievi nella struttura e gli accertamenti in ospedale hanno escluso la presenza di monossido.
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L'allarme stavolta è scattato intorno alle 4 di domenica 14 dicembre. I primi ad accorrere sono stati i responsabili della Misericordia di Empoli, che gestisce la struttura in accordo con la Prefettura. Alcuni profughi (provenienti da Senegal, Nigeria e altri Paesi africani), lamentavano un malessere accompagnato da tosse. Per questo motivo si è optato per il trasporto al San Giuseppe. E qui è entrata in ballo la paura, con gli altri ospiti della struttura - apparentemente in buone condizioni di salute - che, per timore che si trattasse di un'intossicazione da monossido, hanno chiesto insistentemente - e ottenuto - di essere accompagnati anche loro in ospedale. Nel frattempo a Camaioni sono arrivati anche i vigili del fuoco del Terrafino e il nucleo Ncbr (Nuclerare, biologico, chimico e radiologico), che con i loro strumenti effettuato una serie di rilievi grazie ai quali hanno subito escluso la presenza di monossido. Conferme in questo senso sono poi arrivate successivamente dall'esito degli accertamenti effettuati dai medici su tutti i tredici profughi, che sono stati poi tutti dimessi.
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