Il Tirreno

Empoli

Cellulare rubato a scuola, la mamma di uno studente attacca la preside

Chiara Capezzuoli
Il Ferraris Brunelleschi di Empoli
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Il Ferraris Brunelleschi di Empoli

La denuncia: «Ragazzi costretti a farsi giustizia da soli. È volato anche un pugno». Ma la dirigente del Ferraris Brunelleschi di Empoli non ci sta: «Gli oggetti di valore devono essere lasciati a casa»

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EMPOLI. Tra i banchi di scuola le goliardate si verificano dalla notte dei tempi ma quando dal goliardico si passa al furto la situazione cambia decisamente. Proprio per questo motivo la mamma di una ragazzo iscritto al secondo anno dell’istituto tecnico Ferraris di Empoli ha voluto raccontare l’esperienza avuta dal figlio e soprattutto le reazioni da parte di coloro che dovrebbero, oltre che insegnare, tutelare la scuola e i propri allievi. Il figlio della donna porta regolarmente il cellulare a scuola in modo da poter essere avvertito dai genitori in merito al mezzo di trasporto per tornare a casa dopo le ore passate sui banchi.

Durante una ricreazione lo studente aveva lasciato sul banco il proprio cellulare e nel giro di pochi minuti l’oggetto è sparito. «Mio figlio a quel punto è andato in presidenza per raccontare l’accaduto - spiega la donna - e la preside gli ha detto che gli oggetti di valore non dovrebbero essere portati a scuola proprio per evitare questi spiacevoli inconvenienti. Ma se qualche studente ruba nelle aule mi domando dove siano le istituzioni al momento opportuno specialmente quando il nome e cognome è noto a tutti, la scuola dovrebbe provvedere immediatamente e far giustizia».

Visto che ormai il cellulare era scomparso e il giovane studente non poteva più far niente a riguardo, ci ha pensato un suo amico a “far giustizia”: l’amico del ragazzo ha infatti contattato il ladro del cellulare (che frequenta la stessa scuola) fissando un appuntamento per l’indomani nel parco dell’istituto. Il ladro ha effettivamente restituito il cellulare al legittimo proprietario ma si è preso anche un pugno in faccia dall’amico che aveva organizzato la maniera per far riottenere il telefono al compagno. «I ragazzi non devono farsi giustizia da soli e tanto meno sfociare in atti di violenza. In questi casi è la scuola che deve intervenire . Non c’è vigilanza e non c’è una giustizia per questi ragazzi».

I furti nelle scuole purtroppo sono avvenimenti che spesso si verifichino all’interno degli istituti e per questo motivo «chiediamo ai nostri studenti di non portare a scuola i cellulari o quanto meno di tenerli con se non lasciandoli incustoditi - interviene il preside del Ferraris-Brunelleschi Daniela Mancini - i ragazzi non devono assolutamente farsi giustizia da soli anzi devono riferirci questi fatti e a qual punto saremo noi a muoverci. È sempre complicato individuare il responsabile infatti di solito facciamo partire una denuncia contro ignoti e poi cerchiamo di risolvere la cosa. Ritengo comunque che i ragazzi debbano essere più responsabili per le proprie cose. In ogni modo è nostro interesse tutelare i ragazzi e arrivare a capo di certe situazioni».

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