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Studenti preoccupati per il polo universitario

Studenti preoccupati per il polo universitario

Svanito il progetto degli alloggi in via Paladini, altri sono rimasti in stand-by La Camera di Commercio, intanto, va verso la riduzione delle risorse per i corsi

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EMPOLI. Nei corridoi delle varie sedi del polo universitario empolese, alcune domande si inseguono con insistenza ormai da tempo. Perplessità, dubbi, anche qualche preoccupazione che i circa 600 studenti si pongono e rilanciano. Ad esempio su che fine ha fatto il progetto di realizzare alloggi per fuori sede negli spazi dell’ex ospedale di via Paladini. Se finalmente si riuscirà a integrare gli spazi utilizzati per fare lezione (lasciando il Palazzo delle Esposizioni) e ancora se potrà essere ampliata l’offerta formativa, recuperando in primis i corsi di laurea persi in ostetricia ed ingegneria gestionale. In poche parole, quale sarà il futuro del polo universitario. Non è un mistero, d’altronde, che a quasi tre anni dall’attivazione del consorzio Area, nato per coordinare e implementare la struttura accademica del territorio, molti dei buoni propositi annunciati non si sono concretizzati. Mentre sulle prospettive future lo stesso consiglio di amministrazione della società consortile, che dovrà essere rinnovato nel corso del 2015, sembra propenso ad effettuare un’attenta valutazione per il prossimo anno accademico.

Intanto uno dei soggetti principali – ovvero la Camera di commercio di Firenze, che finora aveva garantito poco meno della metà delle risorse investite – potrebbe diminuire il proprio budget destinato a finanziare i corsi di ottica a Vinci. Per ora, salvo il fatto che per l’anno in corso i finanziamenti sono stati confermati, tutti convengono nel considerare l’università un nodo strategico per il territorio e si augurano che il progetto vada avanti, ma niente di più. Insomma, basta fare un passo indietro per rendersi conto di come le ristrettezze economiche - e anche alcune decisioni prese nel frattempo - dei vari enti che partecipano al consorzio Area abbiano pregiudicato un cammino che fino ad un paio di anni fa sembrava costellato di obiettivi importanti e di solide certezze. Durante la conferenza stampa che aveva presentato il nuovo soggetto, era stato esplicitato il compito di “ampliare gli spazi dell’ex ospedale di via Paladini e realizzare alloggi per studenti fuori sede”. Un obiettivo che, con lo spostamento di buona parte degli uffici comunali nei locali del vecchio ospedale, sembra ormai sfumato. Così come quello di “concentrare tutte le iniziative in via Paladini, accanto al laboratorio di nanotecnologie”, superando di fatto l’utilizzo del Palazzo delle Esposizioni per le lezioni. Stessa sorte, cioè il congelamento, è toccata al progetto di “portare nel nostro territorio corsi di laurea importanti per il tessuto economico, tra cui quello di ingegneria gestionale chiuso qualche tempo fa”.

Eppure le potenzialità del polo empolese, in questi anni, non sono sparite. Il numero degli studenti, infatti, è rimasto costante, se non è addirittura aumentato di qualche unità. E stessa cosa si può dire degli sbocchi professionali che i vari corsi attivati offrono ai loro studenti. Tanto che la stessa Camera di commercio di Firenze, che dallo scorso settembre ha rivisto tutti i canali di finanziamento aperti negli anni e ha deciso di fornire risorse solo ai progetti veramente meritevoli, ha confermato quello per il corso di ottica di Vinci anche per il prossimo anno attraverso una convenzione con l’Università di Firenze, ravvisando “l’alto tasso di conversione studenti-lavoratori” del corso. Secondo i dati Almalaurea, infatti, oltre l’87% di questi studenti trova lavoro ad un anno dalla laurea.

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