Il Tirreno

Empoli

Appello contro uno sfratto Ma il Comune ha già risolto

Appello contro uno sfratto Ma il Comune ha già risolto

La famiglia, con problemi economici e di salute, ha chiesto la sospensione L’amministrazione: «Già firmato un accordo per venire incontro agli inquilini»

3 MINUTI DI LETTURA





CERTALDO. Sospendere l’avviso di sfratto esecutivo per una famiglia in gravi condizioni di salute ed economiche. E’ l’avvocato Luigi De Mossi a muovere un appello per la famiglia Gravina, residente in via Fonda, in una casa popolare a Certaldo. Chiedono tempo per saldare i canoni, a fronte delle condizioni economiche e di salute della famiglia. Una donna con una grave patologia, un figlio cardiopatico e il marito che ha perso il lavoro. In passato la famiglia operava nel settore delle cornici, con una piccola azienda familiare, ma poi sono state tante le difficoltà di fronte a un mercato sempre più concorrenziale. Di fronte a questa situazione la doccia gelata dello sfratto esecutivo. Adesso per questa famiglia è una corsa contro il tempo.

Una storia come tante altre che interessano il nostro territorio e dalle quali nessun comune nell’Empolese Valdelsa ne è esente. L’avvocato Luigi De Mossi, che ha lo studio a Siena, segue questo difficile e complicato caso ed ha ripercorso gli ultimi fatti che hanno aggravato ulteriormente l’esistenza di questa famiglia. “Non ci sono responsabilità o colpe, ma siamo di fronte a una crisi economica e alle condizioni di salute difficili di questa famiglia che impongono una riflessione al Comune di Certaldo” spiega l’avvocato De Mossi. Il lavoro che non c’è, le condizioni di salute che non aiutano a portare serenità, tante difficoltà che stanno mettendo in ginocchio la famiglia Gravina. Inoltre la casa in questione, come precisa l’avvocato, ha delle infiltrazioni di acqua. “La famiglia vuole sanare il debito, chiede solo un po’ più di tempo” chiude De Mossi, sollecitando il Comune di Certaldo a fare una riflessione. Una situazione insostenibile per la famiglia che non riesce ad adempiere ai pagamenti non per negligenza ma per difficoltà legate a una vita piena di bollette e canoni con un lavoro che non c’è. E l'appello è partito tramite "Indignato speciale" di Canale 5.

Ma l'amministrazione comunale replica subito e dando una versione diversa della situazione. "Il servizio televisivo - dichiara l'amministrazione comunale - è fuorviante e non veritiero perchè ignora e stravolge la realtà dei fatti. Anzitutto il nucleo familiare è stato assistito negli anni dai servizi sociali sia per quanto riguarda il disagio abitativo ma sopratutto quello sociale e sanitario, della madre e del figlio. Sopratutto, non prende in considerazione aspetti sostanziali quali i costanti tentativi del Comune di arrivare ad un accordo per scongiurare lo sfratto prima e l'esecuzione forzata del rilascio dell'alloggio poi. Nè tiene conto dell'importo mensile dell'affitto, nè della capacità reddituale della famiglia in tutto il periodo in cui è maturato il debito".

Spiega l'amministrazione comunale: "E’ opportuno a questo proposito ripercorrere la vicenda in termini temporali, ricordando che la sentenza di sfratto risale al 5 ottobre 2009 ; una volta reso esecutivo, ne fu chiesta la sospensione, prima accolta nel marzo del 2010 e poi revocata dal Tribunale di Firenze il 20 Settembre 2013. Non si dice però che il 4 novembre 2014, più di un mese fa , la famiglia ha firmato un accordo con l'azienda che gestisce le case popolari con la quale si impegna a saldare a rate il debito accumulato, senza dare corso al prossimo accesso, mentre la procedura esecutiva di rilascio è stata fatta decadere".

Il Comune conclude: "Alla luce di questo ci chiediamo quale effettivo appello venga rivolto al Comune quando l'amministrazione ha già risolto la vicenda, durata anni, e che per anni ha tenuto volontariamente sospesa nell'interesse esclusivo della famiglia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa